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Sei un genitore ansioso? Come non trasferire la tua ansia ai Figli

Qualche pomeriggio fa una giovane mamma, Federica, stava cercando di portare le sue due piccole alla loro lezione di danza. Un piccolo contrattempo gli ha fatto fare tardi e quando Federica era finalmente pronta per uscire si è resa conto che le sue ragazze non avevano ancora i loro abiti da ballo. Cominciò a sentirsi sopraffatta e frustrata, e durante il viaggio in macchina verso la scuola di danza ha iniziato a gridare verso le sue figlie che “erano sempre in ritardo”, che “non si preparavano mai per tempo”. All’improvviso ha pensato, “Cosa sto facendo?”. Ha ricordato piena di ansia. “Non è colpa loro. Sono io la causa.”

Federica ha sempre sofferto di stati d’ ansia che è diventata più acuta dalla nascita della sua seconda figlia, quando ha iniziato a sperimentare la depressione postpartum . Sa che occasionalmente la sua ansia fa scoppiare grida verso le figlie, se la prende con loro per cose di poco conto.

Avere un genitore che soffre di stati d’ansia fa soffrire un bambino. I piccoli guardano ai loro genitori per avere informazioni e modelli su come interpretare situazioni ambigue; se un genitore sembra costantemente ansioso e pauroso, il bambino stabilirà che vari scenari non sono sicuri. E ci sono prove che i figli di genitori ansiosi hanno maggiori probabilità di manifestare ansia, una probabile combinazione di fattori di rischio genetici e comportamenti appresi.

Può essere doloroso pensare che, nonostante le tue migliori intenzioni, potresti trovarti a trasmettere il tuo stress a tuo figlio. Ma se hai a che fare con l’ansia e inizi a notare che tuo figlio mostra comportamenti ansiosi, la prima cosa importante è non impantanarsi per il senso di colpa. “Non c’è bisogno di punire te stesso”, afferma Claudia de Masi psicoterapeuta specialista in terapia breve strategica a Roma.

Ma la trasmissione dell’ansia da genitore a figlio non è inevitabile. La seconda cosa importante da fare è implementare strategie per aiutarti a non passare l’ansia ai tuoi figli. Ciò significa gestire il tuo stress nel modo più efficace possibile e aiutare i tuoi figli a gestire il loro.

Impara le tecniche di gestione dello stress

Può essere molto difficile comunicare un senso di calma a tuo figlio quando stai lottando per far fronte alla tua ansia. Un professionista della salute mentale, uno psicologo, può aiutarti a lavorare con metodi di gestione dello stress adatti alle tue esigenze specifiche. Mentre impari a tollerare lo stress, a turno dovrai insegnare a tuo figlio – che prende spunto dal tuo comportamento – come affrontare situazioni di incertezza o dubbio.

Una grande parte del trattamento dei bambini che soffrono d’ ansia, sta effettivamente nell’insegnare ai genitori la tolleranza allo stress. E’ un processo simultaneo, si lavora sull’ansia del genitore, sia sulla tolleranza allo stress del bambino. ”
Modello di tolleranza allo stress

Potresti ritrovarti ad apprendere strategie terapeutiche che puoi poi insegnare a tuo figlio quando si sente ansioso. Se, ad esempio, stai lavorando su un pensiero razionale durante i periodi di stress, puoi praticare le stesse abilità con il tuo bambino. Digli: “Capisco che tu abbia paura, ma quali sono le probabilità che qualcosa di veramente spaventoso accada?”

Cerca di mantenere un comportamento calmo e neutrale di fronte a tuo figlio, anche se stai lavorando per gestire la tua ansia. Sii consapevole delle tue espressioni facciali, delle parole che scegli e dell’intensità delle emozioni che esprimi, perché i bambini ti stanno leggendo. Sono piccole spugne e raccolgono tutto.

Spiega la tua ansia

Mentre tu non vuoi che tuo figlio sia testimone di ogni momento di ansia che provi, non devi sopprimere costantemente le tue emozioni. Va bene, ed è nche salutare, che i bambini vedano i loro genitori affrontare lo stress di tanto in tanto, ma devi spiegare perché hai reagito nel modo in cui l’hai fatto.

Diciamo, ad esempio, che hai perso la pazienza perché eri preoccupata di portare tuo figlio a scuola in tempo. Più tardi, quando le cose sono calme, digli: “Ti ricordi quando mi sono davvero arrabbiata la mattina? Mi sentivo in ansia perché eri in ritardo per la scuola, e il modo in cui gestivo la mia ansia era urlando. Ma ci sono altri modi in cui puoi gestirla anche tu. Forse riusciremo a trovare un modo migliore di uscire in anticipo di casa ogni mattina “.

Parlare di ansia in questo modo dà ai bambini il permesso di provare stress, spiega la dottoressa Claudia de Masi, e invia il messaggio che lo stress è gestibile. “Se sentiamo che dobbiamo costantemente proteggere i nostri figli dal vederci tristi, arrabbiati o ansiosi, stiamo sottilmente dando a loro il messaggio che non hanno il permesso di provare quei sentimenti, o di esprimerli o di gestirli loro “, aggiunge. “In un certo senso, inoltre, diamo loro l’indicazione che non c’è un modo per gestirli quando accadono”.

Fare un piano

Preparati con strategie anticipatorie per la gestione di situazioni specifiche che scatenano lo stress. Potresti anche coinvolgere tuo figlio. Se, ad esempio, ti senti ansiosa di preparare tuo figlio a letto entro un’ora ragionevole, parlagli di come puoi lavorare insieme a lui per gestire meglio questa transizione stressante in futuro. Forse puoi inventare un piano in cui si guadagnano punti verso un privilegio ogni volta che passa la sua routine serale senza protestare per l’ora di andare a letto.

Queste strategie dovrebbero essere usate con parsimonia: non devi trasferire la responsabilità della tua ansia sul bimbo . Ma vedendo implementare un piano per frenare specifici momenti ansiosi gli fai capire che lo stress può essere tollerato e gestito.

Trova un sistema di supporto

Cercare di essere un genitore mentre stai lottando con la tua stessa salute mentale può essere una sfida, ma non devi farlo da solo. Affidati alle persone della tua vita che entreranno in azione quando ti sentirai sopraffatto, o anche solo a offrire parole di sostegno. Queste persone possono essere terapeuti, compagni, genitori o amici.

 

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