Attualità

NO alla TAP di ARCI Puglia I costi dell’opera non sono compensati da benefici adeguati

L’ARCI della Puglia ribadisce il suo NO al gasdotto che collegherà l’Italia all’Arzebaijan approdando nel Salento, sulla spiaggia di San Foca.

“Non basta l’inapplicabilità della Direttiva Seveso – ribadiscono Davide Giove, Presidente di Arci Puglia e Anna Caputo Presidente di Arci Lecce – ottenuta per un soffio riguardo ai quantitativi di gas dichiarati a convincerci dell’opportunità di questa opera.”

Lo Stato italiano dichiara strategica un intervento devastante, che strategico non è affatto; per garantirne la realizzazione interpreta come ottemperati una serie di procedure rispetto alle quali il Comitato No Tap e la stessa Regione Puglia hanno un’idea diametralmente opposta, a partire dalla prescrizione A44.

Il gasdotto TAP, così come è pensato, è semplicemente inopportuno. Lo è per la forte vocazione turistica e per il valore paesaggistico del territorio su cui ricade; lo è per l’impatto trascurabile in termini di politiche energetiche rispetto al grave danno arrecato alle comunità locali; lo è, infine, per ragioni squisitamente politiche: il gasdotto collegherà attraverso la nostra regione l’Europa all’Arzebaijan, Paese che certo non brilla per rispetto dei diritti umani e che anzi si distingue soprattutto per una politica repressiva nei confronti della libera informazione, giunta persino alla messa al bando di dieci giornalisti italiani.

L’ARCI della Puglia continuerà a sostenere le ragioni del no alla TAP, i cui costi paiono evidentemente superiori ai benefici.

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