Il Messico ripiomba nella violenza dopo la notizia della morte di Nemesio Oseguera Cervantes, conosciuto come “El Mencho”, storico leader del Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG). Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità locali, gli scontri tra gruppi armati e forze di sicurezza avrebbero causato almeno 26 vittime, con numerosi feriti e arresti.
Le tensioni si sono concentrate in diverse aree strategiche del Paese, dove sono stati segnalati blocchi stradali, veicoli incendiati e attacchi contro edifici pubblici. In alcune città, le forze dell’ordine hanno dispiegato unità speciali e mezzi blindati per contenere le violenze e prevenire ulteriori escalation.
Scuole chiuse e invito a restare in casa
Il governo ha disposto la chiusura delle scuole nelle zone più colpite e ha invitato la popolazione a rimanere nelle proprie abitazioni fino a nuovo avviso. “La priorità è la sicurezza dei cittadini”, hanno dichiarato fonti ufficiali, mentre pattugliamenti straordinari sono stati attivati nelle aree urbane più sensibili.
La morte di “El Mencho” potrebbe innescare una fase di riorganizzazione interna al cartello, con il rischio di lotte per la successione e nuovi scontri tra fazioni rivali. Gli analisti temono che la frammentazione del gruppo criminale possa generare un’ondata di instabilità nelle prossime settimane.
Tensione alta e controlli rafforzati
Le autorità federali hanno rafforzato i controlli ai principali snodi stradali e negli aeroporti, monitorando possibili spostamenti di uomini armati e tentativi di ritorsione. Intanto, la popolazione vive ore di forte apprensione, con molte attività commerciali rimaste chiuse per timore di ulteriori violenze.
La situazione resta in evoluzione e il bilancio delle vittime potrebbe aggravarsi con il passare delle ore.










