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Luoghi del Passato

Il passato è il retaggio di un uomo, ha forme di  vita, sostanze, linguaggio, echi, richiami, profondi racconti e immotivati silenzi. Metafore e simboli di una vita indimenticabile.

Il passato, è la condizione con cui, ogni uomo, in ogni luogo, consciamente o inconsciamente vive.

Non c’è identità se non esiste il passato, altrimenti è un’identità lacerata da un dramma.

Si può chiamare anche negazione del tempo, che è appartenuto a un uomo o a una terra.

Un essere umano, che si pone in una relazione dinamica con il passato, non sviluppa una capacità di decifrazione con il presente, ma anche in prospettiva con l’avvenire.

Le tante storie, che gli anziani raccontano, ai figli e ai nipoti, non sono fole, ma vite vissute, nell’incertezza costante del domani. Il poeta  Vittorio Bodini, nato a Bari il 6 gennaio del 1914  e morto a Roma il 19 dicembre 1970,diceva e scriveva, ” che ogni attimo del passato, somiglia a quei terribili polsi di morti, che ogni volta rispuntano dalle zolle”.

Spesso agli anziani non si dà voce, per cantare il loro passato, che provoca incontri e scontri, con le personali  forme e idee, i loro simboli, i loro ideali e infine le loro indecifrabili epifanie spesso vengono ignorate.

Nei loro occhi aperti, barlumi di ricordi e come gli  eterni sognatori di un passato, che non ha ritorno, in quel domani, che non ci sarà, ma questo atteggiamento positivo, è di tutti gli esseri umani.

Si nascondono i rituali in uso tantissimi anni fa, e si progetta il futuro, senza tenere conto, di tutto il tempo passato.

Tutto, anche nelle più piccole cose, l’uomo si ritrova a confrontarsi con quello, che prima è stato, e che oggi difficilmente tornerà a essere ancora.

La sua storia, la letteratura, le tradizioni, con i rituali di sempre, con la genialità e la sua generosità. Spesso avviene la riappropriazione del passato, attraverso le espressioni dell’arte, ma è solo una rete di ricordi che sfiorano il pensiero a volte, il passato è consegnato al silenzio, sprofondato in quel pozzo dell’esistenza che custodisce  i  segreti più intimi, essenziali e che non dispone vie di scampo dalla realtà.

Ogni città, scava dei tunnel alla ricerca del proprio passato, per ritrovare le forme e  le immagini del pregresso con cui confrontare il proprio presente.

Da non dimenticare L’assedio di Otranto del 1480, se la scrittrice Maria Corti, non l’avesse trasformato in un romanzo dal titolo ”L’ora di tutti” l’assalto dei Turchi alla città di Otranto, il suo descrivere minutamente gli avvenimenti, ha una valenza culturale straordinaria.

Tanto, che ancor oggi chi legge il libro, dalle sue parole,  si evince, che l’autrice, racconta descrivendo minutamente il tutto, ha  volutamente annullato il tempo cronologico, costruendo una visione reale, ma anche simbolica e affascinante della realtà.

Possono ancora passare mille anni, da questo episodio, ma resterà impresso nella memoria degli uomini e di chi avrà modo di leggere le sue parole, che testimoniano un eccidio immane di una piccola città del Salento.

Anna Sciacovelli

Redazione TgYou24.it

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