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La ristorazione italiana fa sempre più rima con street food

In Italia lo street food continua a crescere in modo importante, segno evidente del fatto che questo tipo di ristorazione così informale e alla mano risulta assai gradita.

I risultati di una ricerca condotta da Unioncamere – Infocamere

A questo riguardo è interessante menzionare una recente ricerca condotta da Unioncamere – InfoCamere, la quale ha preso in considerazione il lasso temporale compreso tra il 2013 e il 2018.

Le statistiche lasciano poco spazio a dubbi: consultando i dati ufficiali del Registro delle Imprese, infatti, è emerso che le 1.717 attività di questo genere che risultavano attive nel 2013 sono divenute, nel 2018, ben 2.729, e ci sono tutte le premesse affinché questo numero possa crescere.

L’apporto degli under 35 e degli imprenditori stranieri

Unioncamere – InfoCamere ha messo in evidenza anche degli ulteriori aspetti, come ad esempio il fatto che ben il 22% delle imprese di questo tipo oggi attive sul territorio italiano sia gestita da under 35, segno evidente del fatto che sono soprattutto i giovani imprenditori a considerare questo business potenzialmente interessante.

Non è indifferente neppure l’apporto imprenditoriale ad opera di imprenditori stranieri: nel 2018 essi gestivano 327 delle 2.729 attività di street food, un numero che è cresciuto costantemente nel corso degli anni.

Dove sono più diffusi i “food truck”?

Come si può facilmente immaginare le attività di street food sono più numerose soprattutto nelle grandi città: in riferimento al 2018, ultimo anno di rilevazione, al primo posto figura infatti un pari merito che vede protagoniste Roma e Milano con 181 attività a testa, il “podio” è inoltre completato da Torino dove le aziende di questo tipo sono risultate essere 130.

Al quarto posto figura invece Lecce, città del Sud Italia che non ha certo grandi dimensioni ma in cui, a quanto pare, questo tipo di attività riescono a trovare un buon riscontro da parte dei consumatori.

Per quanto riguarda la distinzione regionale di tali imprese, al primo posto figura la Lombardia con 389, seguita dalla Puglia con 295 e dal Lazio con 271.

Una tendenza che sembra destinata a consolidarsi

Come si diceva in precedenza ci sono tutte le premesse affinché questo tipo di ristorazione possa svilupparsi ancor di più nel prossimo futuro, ed è utile sottolineare che “street food” non è affatto sinonimo di inferiore qualità.

In Italia, infatti, molte attività che operano in questo modo godono di un grandissimo blasone, soprattutto quelle che propongono eccellenze tipiche locali, sempre molto amate dai turisti, inoltre nel mondo vi sono perfino dei chioschi di street food che sono stati premiati con delle stelle Michelin, uno dei riconoscimenti in assoluto più prestigiosi per le attività ristorative.

L’eterogenea clientela dei food truck

Se lo street food sta vedendo crescere la sua importanza è anche perché i consumatori dimostrano di gradire non poco questo modo di gustare le più disparate specialità, un modo senza dubbio più informale e meno impegnativo.

Sarebbe un errore credere che i clienti degli street food siano esclusivamente dei giovani: la clientela che sceglie di mangiare facendo riferimento ad uno street food è estremamente eterogenea ed include anche persone molto esigenti in fatto di gusto, qualità e genuinità.

Le principali differenze tra street food e ristorazione tradizionale

Sicuramente questo tipo di attività presentano peculiarità differenti rispetto alla ristorazione tradizionalmente intesa, in primis dal punto di vista strutturale: per avviare un’attività di street food è sufficiente un veicolo adeguatamente attrezzato, il cosiddetto “food truck”, e non è necessario disporre di un locale o acquisirne uno in affitto.

Anche per quel che riguarda l’organizzazione tecnica della cucina le differenze non sono poche: mentre il ristorante tradizionale deve presentare locali adeguati e deve rispondere ad una serie di requisiti piuttosto stingenti, un veicolo attrezzato per lo street food può operare anche tramite l’impiego di strumentazioni più semplici o portatili, come ad esempio un fornello induzione portatile come quello disponibile sull’e-commerce DadoShop.

Redazione You Donna

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