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Isola d’Elba, tra la sabbia spuntano 50 tartarughine

Tanti i video e le fotografie apparse sul web, fortissimo lo stupore dei bagnanti che hanno assistito alla scena. A Straccoligno, nelle vicinanze di Capo Perla, nel Comune di Capoliveri, sul far della sera del 19 agosto, intorno alle ore 19, la sabbia della spiaggia ha iniziato a muoversi in modo curioso. Subito una cinquantina di tartarughine sono emerse dal suolo, senza nessun preavviso.
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Photo  by PublicDomainImages (Author), Public Domain

I piccoli esemplari di tartaruga mediterranea, nota con il nome scientifico di Caretta Caretta, hanno schiuso le uova deposte mesi prima sotto la sabbia e veloci si sono mossi senza impaccio tra asciugamani e ombrelloni dei bagnanti. In brevissimo tempo hanno raggiunto la spuma dell’acqua marina e hanno preso il largo. Il caso ha voluto che poco distante da lì si stesse festeggiando un matrimonio, per cui la schiusa delle tartarughine è stata una sorpresa tanto per gli invitati che per gli sposi. A suo modo, un segno di ottimo auspicio per il futuro.

Un piccolo grande miracolo, visto e considerato che oggi la Caretta Caretta, pur essendo la tartaruga comunemente più diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, è in pericolo di estinzione. La vita delle tartarughe del Mediterraneo è messa in seria difficoltà dall’inquinamento delle coste e dall’aggressività delle attività di pesca da parte degli umani. Nonostante le tartarughe non vengano pescate e commercializzate sui mercati, rimangono spesso incidentalmente impigliate nelle reti da pesca destinate ai pesci. Sebbene molti pescatori si impegnino per ributtarle in mare e vi siano dei centri specializzati per la cura di questi animali marini, il loro destino molto spesso è tragicamente segnato una volta incappate nelle reti.

In un contesto come questo è bello sapere che l’isola d’Elba si conferma un luogo sicuro per le tartarughe,e questa nascita fa ben sperare per il futuro delle specie. Ogni anno sono tantissimi i turisti che scelgono l’Isola come meta delle loro vacanze, attratti dalle sue spiagge meravigliose e non solo. L’isola ospita infatti anche alcune antiche fortificazioni come Forte Stella e Forte Falcone, o la Fortezza del Volterraio. Un’altra attrazione è La Villa dei Mulini, la residenza di Napoleone Bonaparte durante il suo esilio sull’isola toscana. Al contrario di quanto comunemente si pensi, Napoleone non fu prigioniero all’Elba, ma viveva liberamente in una bella magione. Ovviamente l’imperatore si trovò a ridimensionare il suo stile di vita, lontano dai lussi imperiali, dalle belle donne di corte e dalle sfide del gioco che tanto lo appassionavano, tuttavia conduceva una vita più che dignitosa in un luogo di straordinaria bellezza. Sono tanti i turisti che visitano la sua residenza ogni anno.

Per preservare l’ambiente naturale dell’isola, l’attenzione dei visitatori è fondamentale. Anche per quanto riguarda la salvaguardia delle tartarughe tutti possono dare il loro contributo, o comunque curarsi di non interferire con la deposizione delle uova e con il processo della loro schiusa. Nel caso si avvistassero tartarughe o si scorgessero tracce del loro passaggio sulla sabbia, è molto importante rivolgersi subito alla Guardia Costiera chiamando il numero 1530. Le femmine di tartaruga depongono le loro uova durante la notte, tra i 5 e i 20 metri dalla battigia, scavando con le pinne una fossa nella quale le uova vengono deposte e poi sepolte. Una tartaruga può arrivare a deporre quasi 120 uova in due ore. Dalla nidificazione passano quasi due mesi prima che le uova si schiudano e molti sono i fattori che influiscono sull’evento, come ad esempio la temperatura della sabbia e le condizioni climatiche generali. Chi si trovasse ad osservare un piccolo e improvviso avvallamento nella sabbia, di circa una ventina di centimetri, è pregato di non avvicinarsi perché da lì in meno di 24 ore le tartarughine inizieranno ad uscire. Nel caso si volesse immortalare l’evento è estremamente importante non usare flash o luci artificiali di altro tipo perché questo potrebbe disorientare pericolosamente le piccole tartarughe. Piccoli accorgimenti possono fare la differenza e aiutare a preservare la biodiversità dei nostri mari.

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Photo  by USFWS (Author)Public Domain

Redazione You Donna

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