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Detrazioni fiscali porte blindate 2019: tutte le novità previste

Non tutte le porte blindate sono uguali. Quando si decide di sostituirle, è bene informarsi sugli ultimi modelli messi in commercio e sul livello di protezione che possono fornire. Per i lavori di ristrutturazione della casa, inoltre, sono disponibili bonus e agevolazioni fiscali, che non tutti conoscono. Sarà consigliabile quindi contattare un fabbro a Milano che sia esperto nei congegni di sicurezza, ma che sia anche aggiornato sulle normative e su tutti gli sgravi e le agevolazioni fiscali che è possibile ottenere.

Bonus 2019: dal 50% al 65% di detrazioni fiscali

Considerato il crescente numero di furti all’interno degli appartamenti che viene registrato ogni anno, appare più che mai indispensabile mettere in atto sistemi di protezione per la nostra casa. Nel 2018, nella sola Milano, i furti sono aumentati di quasi il 150%, con una media di una denuncia ogni mezz’ora. Come correre ai ripari? Il principale intervento che possiamo attuare per dormire sonni tranquilli è dotare il nostro appartamento di una porta blindata di qualità.
La maggior parte delle intrusioni in appartamento avvengono proprio attraverso la porta. Un sistema di allarme, per quanto sofisticato, può infatti non bastare. Sono ancora troppe le abitazioni dotate di vecchi portoni dalle serrature poco resistenti, mentre i ladri si aggiornano con metodiche e sistemi di scasso sempre più evoluti. I produttori di infissi non rimangono di certo indietro. Ogni anno vengono progettati congegni evoluti e performanti, basti pensare alle serrature a comando elettronico. Per questo è sempre consigliabile non fidarsi di strutture vecchie di decine di anni.
Per cercare di dare un freno a questa inquietante escalation di crimini, nel 2019 è stato confermato il Bonus Sicurezza, già attivo per l’anno passato. Vediamolo nel dettaglio, facendo le dovute precisazioni affinché le richieste possano andare a buon fine.

Con il Bonus Sicurezza otteniamo il 50% di detrazioni fiscali anche nel 2019

Con il decreto legge n. 83 del 2012 è stata aumentata al 50% la quota detraibile ai fini IRPEF per “Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi”. Anche per il 2019 è valida questa agevolazione, che scenderà invece al 39% dal 1° Gennaio 2019. La spesa massima soggetta a detrazione fiscale è pari a 96.000 euro. Come funziona questo incentivo? La cifra rimborsabile potrà essere presentata nella denuncia dei redditi e verrà diluita per i successivi 10 anni.
Per ottenere la detrazione fiscale, non dev’essere presentata alcuna domanda, ma è indispensabile seguire alcune indicazioni generali. Ci sono infatti dei documenti da conservare e bisogna prestare attenzione a come viene effettuato il pagamento. In particolare è necessario:
• Compilare e conservare la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che indichi la data di inizio dei lavori e che specifichi che gli interventi rientrano fra quelli agevolabili;
• Che il pagamento avvenga con bonifico bancario o postale, e riporti la dicitura ristrutturazione edilizia, il codice fiscale o la partita IVA di chi effettua il bonifico, oltre alla partita IVA dell’azienda che si occupa dei lavori (a cui viene inviato il bonifico);
• Conservare la fattura delle lavorazioni eseguite.
Tutti questo documenti devono essere conservati per almeno 10 anni ed esibiti in caso di verifica da parte degli organi competenti.

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