Martedì 8 settembre 2026, in occasione della Giornata Mondiale della Fisioterapia, la Federazione degli Ordini dei Fisioterapisti e l’AIFI hanno tenuto, presso il Ministero della Salute, una interessantissima tavola rotonda istituzionale dedicata al “Ruolo cruciale della fisioterapia nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione delle malattie cardiovascolari e dell’ictus”.
All’incontro, che si è tenuto presso l’Auditorium Cosimo Piccinno, oltre ai rappresentanti della professione e del mondo scientifico, hanno partecipato Mariella Mainolfi per il Ministro alla Salute, il sottosegretario di Stato alla Salute Marcello Gemmato, il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, l’onorevole Marta Schifone, componente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e Giovanni Migliore, direttore della Direzione generale della Comunicazione, Il quale si è complimentato con i rappresentanti dei Fisioterapisti per la grande capacità organizzativa che hanno dimostrato nonostante sia molto recente la fondazione della FNOFI e degli Ordini territoriali.
Ad aprire i lavori sono stati Andrea Turolla, presidente dell’Associazione Italiana di Fisioterapia ed il presidente della FNOFI Piero Ferrante il quale nel suo intervento ha sottolineato come grazie alla fisioterapia si possa prevenire casi di disabilità.
Oltre al Presidente Ferrante e Annamaria Servadio, presidente dell’OFI regionale Lazio, per la FNOFI sono intervenuti il tesoriere Angelo Giovanni Mazzali, il segretario Luca Francini e Paolo Esposito, vicepresidente della Federazione nazionale e presidente dell’OFI Napoli, Avellino, Benevento e Caserta il quale, rivolto ai rappresentanti del governo, oltre al fatto che bisogna far si che della fisioterapia possano beneficiarne tutti i cittadini italiani che ne hanno bisogno, che è indispensabile portare realmente la riabilitazione sul territorio, potenziando l’offerta ambulatoriale e domiciliare, ridurre le disuguaglianze territoriali, garantendo standard omogenei di accesso e di presa in carico e investire nella professionalità, adeguando il numero e la formazione dei fisioterapisti ai bisogni della popolazione, ha spiegato anche quanto l’intervento della fisioterapia nella prevenzione delle patologie cardiovascolari possa drasticamente ridurre l’alta percentuale di mortalità ad esse legate, quanto possa dare una prospettiva di maggiore qualità di vita agli anziani anche nella terza età e quanti costi in meno può determinare per le casse dello Stato.
Costi in meno per il servizio sanitario perché fino a quando un anziano, ad esempio, riesce ad essere autonomo in quanto semmai si è prevenuta una caduta da fragilità o si è evitato che una patologia diventasse cronica, non ha bisogno di essere ricoverato in ospedale o in una RSA e neppure essere seguito a domicilio dal sistema sanitario o da un caregiver che per questo deve rinunciare a lavorare.









