NAPOLI – Dolore, rabbia e un’accusa pesante. È il grido di una madre che chiede verità dopo la morte del piccolo Domenico, avvenuta in seguito a un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli.
Secondo il racconto della donna, ci sarebbero stati segnali e criticità che – a suo dire – sarebbero stati conosciuti da più persone, ma sui quali nessuno avrebbe parlato apertamente. “Tutti sapevano, ma nessuno ha parlato. Mi sento tradita”, avrebbe dichiarato, esprimendo un senso di abbandono e sfiducia che si aggiunge al dolore per la perdita del figlio.
La vicenda ha scosso profondamente la comunità locale. Il trapianto rappresentava per Domenico una speranza di vita, un intervento complesso e delicato che aveva riacceso le aspettative della famiglia. Poi il peggioramento improvviso e il tragico epilogo.
Ora la madre chiede chiarezza su quanto accaduto nelle ore e nei giorni successivi all’operazione. L’obiettivo, spiega chi le è vicino, non è solo comprendere le cause che hanno portato alla morte del bambino, ma anche accertare eventuali responsabilità.
Sulla vicenda potrebbero essere avviati approfondimenti per ricostruire nel dettaglio il percorso clinico e verificare se tutte le procedure siano state seguite correttamente.
Intanto resta il dolore di una famiglia distrutta e una domanda che attende risposta: cosa è successo davvero dopo quel trapianto che doveva salvare una vita?










