Sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 le acque del ramo lecchese del Lago di Como hanno ospitato la 52esima edizione della Interlaghi Classico – Trofeo Kong, storica e prestigiosa regata che fin dalla sua nascita ha visto la partecipazione di numerosi campioni della vela. Al suo interno si è svolta la terza edizione dello Scandia Silver Salmon Trophy dedicato alle Classi Metriche, le affascinanti imbarcazioni da regata nate e sviluppatesi nei primi decenni del Novecento. Il Trofeo è stato ideato dall’imprenditore valtellinese del settore alimentare Luca Gusmeroli, amministratore delegato della COAM Industrie Alimentari di Morbegno (Sondrio) e del marchio Scandia, tra gli sponsor della manifestazione.
Tra le 46 imbarcazioni partecipanti alla Interlaghi sono stati due gli scafi Metrici che, sfidandosi in tempo compensato col Certificato di Stazza ORC, hanno rievocato i fasti della grande vela del passato. In acqua il 6 Metri S.I. (Stazza Internazionale) Bau Bau (I-58), dal 2022 di Luca Gusmeroli, realizzato in legno nel 1938 presso il Cantiere Baglietto di Varazze su progetto del finlandese Gustaf Estlander, che difendeva i colori del Circolo Velico Pescallo, contro il 5.50 Metri S.I. Seline (GER-42), costruito in vetroresina nel 2001 dal cantiere svizzero Wilke su progetto di Christoph Wilke, battente il guidone del Circolo Velico Bellano. La barca, di base a Tremezzo sul Lago di Como, era condotta dai fratelli Sebastiano e Paolo Brenni (rispettivamente prodiere e timoniere), italiani di origine svizzera, insieme ad Arancia Malaspina (centrale), 27enne pluricampionessa in questa Classe. Le due imbarcazioni, nonostante rappresentassero differenti epoche, condividevano un profondo legame storico. Seline ha assunto il ruolo di Defender del Trofeo Scandia Silver Salmon conquistato lo scorso anno, mentre Bau Bau quello di Challenger, lo sfidante. Al timone di Bau Bau Luca Gusmeroli, con Francesco Pedrini (randista), Riccardo Rebuffi (prodiere), Enzo Greco Manuli (tattica), Ignazio e Valerio Fiume padre e figlio (tailers). Dopo tre prove disputate tra Mandello, Lierna e il Lungolago lecchese, con venti fino a circa 11 nodi di intensità su percorsi a bastone, la vittoria finale è andata a Seline, che si è aggiudicata una scultura in bronzo, argento e marmo nero di Varenna dell’artista Abele Vadacca. Per lei anche il secondo posto nel Raggruppamento ORC, preceduta solo dal Platu 25 Kong Bambino Viziato, vincitore assoluto della 52esima Interlaghi Classico – Trofeo Kong.
La manifestazione è stata organizzata dalla Lega Navale Italiana di Mandello del Lario presieduta da Richard Martini, in sinergia con la Società Canottieri Lecco guidata da Michele Peccati e dallo Yacht Club Domaso-Circolo Velico del Lario diretto da Enea Beretta. Da subito è possibile candidarsi per partecipare alla Interlaghi 2027, alla quale verranno invitate anche le imbarcazioni della Classe Dragone, il diffuso monotipo nato in Norvegia nel 1929. Giacomo Zamperini, Consigliere Regionale lecchese in Regione Lombardia intervenuto alla premiazione, ha altresì dichiarato che si sta lavorando affinchè il prossimo anno l’evento possa ricevere il patrocinio della Regione e relativi contributi economici. Le altre imbarcazioni vincitrici della 52esima Interlaghi sono state Dulcis Banana (Classe Fun), Tortuga Sailing Team (Classe H22), Prodige (Classe Meteor), ITA7923 (Classe Star), Bruschetta Guastafeste (Classe J24).
Luca Gusmeroli: “Dopo le passate edizioni disputate all’interno del Trofeo Serbelloni a Pescallo-Bellagio, lo Scandia Silver Salmon Trophy inaugura quest’anno un nuovo capitolo nel contesto della Interlaghi, dove è attesa una flotta ancora più ricca di imbarcazioni”. Riccardo Rebuffi: “Poco importa essere superati in regata dalle barche più moderne. A bordo di Bau Bau le manovre sono più complesse, ma si vive una vela esaltante, ricca di fascino e di sensazioni impagabili”. Valerio Fiume: “Ho solo 18 anni, ma ho capito quanto possa essere estremamente formativo navigare su uno scafo d’epoca come Bau Bau”. Sebastiano e Paolo Brenni: “Navighiamo sui 5.50 Metri S.I. dal 1994, è una passione costante che ricorda le navigazioni che facevamo da bambini sulla Seline del nonno, una Star dei Cantieri Costaguta del 1942. Nonostante il progetto sia classico, la Classe 5.50 si è evoluta nei materiali e nelle forme, pur mantenendo inalterata la formula di stazza”.
I 5.50 Metri S.I. (Stazza Internazionale), classe nata a Londra il 28 ottobre 1949, è stata progettata secondo le regole dell’International Yacht Racing Union (IYRU), oggi ISAF (International Sailing Federation). In quasi 80 anni di storia sono stati costruiti circa 800 scafi diffusi in tutto il mondo, dapprima in legno e successivamente in vetroresina. In cinque occasioni i 5.50 Metri S.I. sono stati classe olimpica, da Helsinki 1952 a Città del Messico 1968. Il nome non indica la lunghezza della barca, pari a circa 9 metri, bensì il risultato di una precisa formula matematica di stazza usata per la costruzione, che consente di sfidarsi in tempo reale senza applicare compensi correttivi. Oggi le imbarcazioni vengono suddivise in tre categorie: “Classic”, costruite tra il 1949 e il 1970, periodo di massimo splendore di questa classe, “Evolution”, realizzate tra gli anni Settanta e fino al 1994 e infine le “Modern”, varate dopo il 1994 e alla quale appartiene Seline. L’attuale presidente della classe italiana è l’editore milanese Guido Tommasi, armatore di Manuela V (ITA-36) del 1961.
Come nella Classe 5.50 Metri S.I., anche per i 6 Metri S.I. il nome non indica la lunghezza della barca, bensì il risultato di una formula matematica che tiene contro di parametri quali la lunghezza (intorno agli 11 metri), la larghezza, la superficie velica e il peso. Nata a Londra nel 1907, esordì ai Giochi Olimpici nella stessa città nel 1908 e così per 8 edizioni fino a Helsinki 1952. Tre le formule di stazza avvicendatesi nel corso dei decenni: la prima nel 1907, la seconda venne completata nel 1923 e infine la terza Regola nel 1933. Successivamente i 6 Metri divennero banco di prova per sviluppare la più nota Classe dei 12 Metri Stazza Internazionale, protagonisti dell’America’s Cup tra il 1958 e il 1987. Durante i Campionati la flotta viene suddivisa in due categorie: Classic (varo prima del 1965) e Modern, che pur sfruttando la più recente tecnologia rispetta la formula originale. Alla Interlaghi Bau Bau si può dire abbia rappresentato un importante riferimento storico per l’intera flotta. Fu infatti a bordo di un 6 Metri S.I., Cora IV del 1925, che esattamente un secolo fa alle regate internazionali di Genova venne sviluppato e testato per la prima volta dallo skipper professionista Raimondo Panario il Genoa (denominato inizialmente Genoa Jib), la rivoluzionaria vela di prua oggi presente su tutte le barche a vela.