L’attuale sistema scolastico è davvero in grado di offrire le stesse opportunità a tutti i bambini, indipendentemente dal contesto familiare? È una domanda che divide i genitori italiani, come emerge da un sondaggio condotto a inizio febbraio 2026 da Novakid, scuola di inglese online per bambini dai 2 ai 14 anni, su un campione di 200 genitori con figli tra i 7 e i 14 anni.
Secondo i risultati dell’indagine, effettuata in collaborazione con il fornitore britannico Attest, il 60,5% degli intervistati si dichiara complessivamente d’accordo con l’affermazione che la scuola garantisca pari opportunità (36,5% “piuttosto d’accordo” e 24% “decisamente d’accordo”). Tuttavia, quasi un genitore su cinque esprime una posizione critica: il 16,5% è “piuttosto in disaccordo” e il 3% “per niente d’accordo”. Resta inoltre un’ampia area di incertezza: il 20% degli intervistati si definisce “neutrale”.
Un dato che, letto in chiave sociale, segnala una fiducia non pienamente consolidata nel ruolo della scuola come ascensore sociale, soprattutto in un Paese in cui il contesto familiare continua a essere percepito come un fattore determinante nel percorso educativo dei più piccoli.
Il legame con le pari opportunità femminili
In vista dell’80° anniversario del diritto al voto per le Donne in Italia (2 giugno 1946), il tema assume una valenza ulteriore. L’equità nell’accesso all’istruzione e nelle opportunità offerte dalla scuola rappresenta uno dei primi passaggi per ridurre, o al contrario perpetuare, le disuguaglianze di genere.
I dati europei (Eurostat Gender Statistics 2024) mostrano un quadro ambivalente: da un lato, le donne in Europa raggiungono livelli di istruzione più alti rispetto agli uomini; dall’altro, persistono forti differenze nei risultati e negli orientamenti disciplinari. In Italia, infatti, uno studio dell’OCSE ha evidenziato come le ragazze continuano a ottenere risultati mediamente inferiori in matematica rispetto ai coetanei maschi, mentre eccellono nella lettura. Un divario che, nel tempo, si riflette nella minore presenza femminile nelle discipline STEM e, di conseguenza, in alcune carriere più qualificate e meglio retribuite.
In questo contesto, la percezione dei genitori rilevata dal sondaggio Novakid suggerisce che la scuola non venga ancora vista come uno strumento pienamente efficace nel compensare le disuguaglianze di partenza, con il rischio che tali squilibri incidano anche sulle opportunità future di bambine e ragazze.
Il commento
“Il dato più rilevante non è solo la percentuale di chi esprime disaccordo, ma l’ampia fascia di genitori che resta incerta”, commenta Adrienne Landry, Metodologa di Novakid. “Quando una parte così significativa delle famiglie non è convinta che la scuola garantisca pari opportunità, significa che il sistema educativo è percepito come vulnerabile alle disuguaglianze sociali. Questo ha un impatto diretto anche sulle pari opportunità femminili: se la scuola non riesce a neutralizzare i fattori di svantaggio, le differenze di genere rischiano di consolidarsi già nei primi anni di formazione”.
Il sondaggio Novakid, dunque, mette in luce una questione che va oltre il dibattito educativo: la scuola resta uno degli snodi centrali per la mobilità sociale e per la riduzione delle disuguaglianze di genere. In un momento storico in cui il divario tra opportunità dichiarate e opportunità reali è sempre più evidente, la percezione delle famiglie diventa un indicatore chiave dello stato di salute del sistema educativo italiano.
“Investire in un’educazione più inclusiva, attenta ai bias e capace di valorizzare il potenziale di ogni bambino e bambina fin dall’infanzia”, conclude Landry, “è una delle leve più concrete per costruire una società più equa, non solo a scuola ma anche nel mondo del lavoro e nella vita adulta”.








