Ambiente

L’Italia tra i 12 paesi chiave nella lotta al riscaldamento globale

Dal 1974 ad oggi risparmiate 2 miliardi di
tonnellate equivalenti di petrolio grazie alle misure
di efficientamento energetico applicate da 12 Paesi,
con Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia,
Regno Unito, Italia e Canada in testa: questi i risultati
di uno studio di Avvenia (www.avvenia.com),
uno dei maggiori player italiani nell’ambito
dell’efficienza energetica, basato su dati
dell’International Agency for Energy.  

La lotta al riscaldamento globale è iniziata molto prima di quanto si immagini. Già nel 1974, quando alcuni Paesi presero adeguate iniziative per rispondere alla terribile crisi energetica del 1973 causata dalla Guerra dello Yom Kippur tra Israele ed Egitto, vennero adottate le prime misure di efficientamento energetico.

A metterlo in evidenza è Avvenia (www.avvenia.com), uno dei maggiori player italiani nell’ambito dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, che, basandosi su dati dell’«International Agency for Energy» (IAE), ha identificato i 12 Paesi chiave nella lotta al cambiamento climatico ed ha anche calcolato il risparmio da essi ottenuto in questi “primi” 42 anni.

Dal 1974 ad oggi secondo Avvenia sono state risparmiate 2 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio proprio grazie alle misure di efficientamento energetico adottate per rispondere alla crisi del 1973.

Il dato tiene conto, escludendo Cina, Brasile, Russia e India, ritenuti deficitari dal punto di vista delle tematiche legate all’efficientamento energetico, delle maggiori economie del mondo, esaminate da Avvenia basandosi principalmente su dati IAE.

Avvenia ha così ottenuto un elenco di 12 Paesi composto da Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada, Australia, Danimarca, Finlandia, Olanda e Svezia, che insieme costituiscono la metà dell’intera economia mondiale e che rappresentano il 64% del consumo globale di energia, nonché  il 60% delle emissioni di gas a effetto serra.

Insomma sono questi i Paesi chiave nella lotta al cambiamento climatico e tra essi al sesto posto si classifica anche l’Italia.

Nell’ultimo anno, inoltre, secondo quanto rilevato da Avvenia il valore dell’efficiantamento energetico ottenuto in questi Paesi ha raggiunto un livello superiore a quello di ogni altra singola fonte di energia.

«In queste 12 grandi economie l’efficienza energetica si è dunque “trasformata” in un “combustibile nascosto” in grado di estendere gli approvvigionamenti, incrementare la sicurezza, abbassare le emissioni di CO2 e supportare uno sviluppo sostenibile dell’economia» puntualizza l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia.

E sempre in questi 12 Paesi l’efficienza energetica ha avuto straordinari effetti positivi anche sul PIL: riuscendo ad abbassare l’intensità energetica dell’economia, ovvero la quantità di energia necessaria a creare un punto di PIL, l’efficientamento energetico ha portato ad una importante riduzione dei costi di produzione.

«Per produrre gli stessi beni le aziende oggi stanno impiegando molta meno energia e, di conseguenza, guadagnano di più e inquinano di meno» aggiunge l’ingegner Giovanni Campaniello.

Avvenia calcola che in questi 12 Paesi grazie all’efficienza energetica nell’ultimo quinquennio è stata risparmiata energia per un valore equivalente a 500 miliardi di dollari.

A livello mondiale, inoltre, nel 2016 l’efficienza energetica ha catalizzato investimenti per 400 miliardi di dollari, più della generazione elettrica da fonti fossili e delle energie rinnovabili.

Redazione TgYou24.it

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