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Esce nelle sale giovedì 4 aprile L’educazione di Rey

Interamente ambientato a Mendoza, il film è interpretato dal giovane esordiente Matías Encinas e da Germán de Silva, uno degli attori più noti del panorama cinematografico latinoamericano – particolarmente apprezzato per le sue interpretazioni in El Estudiante – Lo studente (2012) di Santiago Mitre Storie Pazzesche (Relatos salvajes, 2014) di Damián Szifrón.
L’educazione di Rey, che segna l’esordio al lungometraggio di Esteves, ha fatto parlare di sé fin dalla presentazione alla 65a edizione del Festival dei San Sebastián 2017, dove si è aggiudicato il premio di Cine en Construccióncome Miglior Film.

La pellicola inizialmente era stata pensata come ad una serie televisiva, ma in corso d’opera il regista (anche sceneggiatore) ha deciso di invertire la rotta e trasformalo in un lungometraggio capace di farsi portavoce di un profondo disagio sociale, mischiando e giocando con i generi cinematografici.
Nel film, infatti, si alternano i toni di un racconto intimista e le atmosfere epiche del western all’audacia del thriller, in cui la suspense gioca un ruolo fondamentale. Attraverso l’espediente narrativo del “racconto di formazione”, il regista dà voce ad una problematica sociale e politica che attanaglia l’Argentina – e gran parte dell’America Latina – da ormai molto tempo: la dilagante corruzione nella polizia e lo sfruttamento dei più deboli costretti a delinquere per poter sopravvivere. La relazione maestro/alunno che si instaura tra i due protagonisti è dunque denuncia e metafora allo stesso tempo di una condizione più complessa ed universale: la necessità di una trasmissione del sapere “sano”, che non sia viziato da secondi fini. Il giovane “Rey” (letteralmente: “Re”) è uno dei tanti volti di quelle nuove generazioni che vivono ai margini di una società che li ha completamente dimenticati, costretto a lottare contro la durezza della vita. Le atmosfere secche e asciutte, infatti, concedono un impianto verista, che meglio può rappresentare l’edificazione della provincia argentina.

L’educazione di Rey, quindi, si inserisce con coerenza all’interno del panorama cinematografico argentino – caratterizzato da un vivo fermento artistico e culturale da ormai diverso tempo – attento al sociale e alle conseguenze nefaste della malavita. Una nuova forma di “cinema civile” che alterna con naturalezza il thriller al cinema del reale, il giallo al western.
Il film, già presentato in selezione all’ultima edizione del Festival del Cinema Spagnolo di Roma, sarà presentato in anteprima al SOTTO18 FILM FESTIVAL di Torino il 17 marzo.

SINOSSI:
Reynaldo, alias “el Rey” (Matías Encinas) è uno dei tanti giovani che vive meandri della periferia argentina di Mendoza. Un giorno, viene introdotto dal fratello nella malavita mendoziana, ma la notte del loro primo colpo insieme qualcosa va storto. I suoi compagni vengono catturati ma lui riesce a scappare con la refurtiva. Durante la fuga, finisce nel giardino di Carlos Vargas (Germán de Silva), una vecchia guardia giurata in pensione che alla fine decide di nasconderlo.

Redazione You Donna

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