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Barocco a Neriton

Otranto - Le: la cattedrale

Diverse leggende circolano sulla nascita della bella e antica città di Nardò.

Una leggenda narra che nel 3359 a. C. del calendario ebraico, fu fondata l’attuale città di Neriton, i primi cittadini un folto gruppo di Cretesi- Micenei, provenienti dall’isola Greca di Leucade.

Un’altra leggenda narra, che un gruppo di egizi si stabilì su quel territorio il tutto fondato sulla base dello stemma civico della città che per alcuni è il dio sole da essi adorato.

Altra storia narra che, durante il periodo del governo italiano di Enotro, un gruppo di egizi, proveniente dall’Epiro, chiamati Chones si fermò in quel luogo e fondarono prima la città di Gallipoli e poi Nardò.

Altra parla di un toro che graffiando con gli zoccoli il terreno, fece zampillare dell’acqua (NAR) significa Acqua, a conferma delle origini antichissime della città di Nardò, sono i reperti e testimonianze ritrovati su tutto il territorio.

Un particolare interessante lo ritroviamo nelle diverse grotte tra le quali in quella di “Uluzzi” e quella del Cavallo, gli elementi archeologici rinvenuti in queste due grotte, sono considerati come i primi elementi decorativi in tutta l’Europa, catalogati del paleolitico Medio e Superiore.

L’unicità dei ritrovamenti vengono denominati periodo “Uluzziano”.

Molto si può scrivere, sulla fondazione di questa antica città sul travagliato periodo storico, con la presenza dei Messapi, Peuceti, Cartaginesi, Normanni, Bizantini, Goti, Romani, ma non voglio tediarvi a lungo, con sulla sua antica storia.

Molti personaggi e famiglie di spicco hanno governato e assediato la bella e nobile città di Nardò, dove la piazza centrale è una espressione altissima di barocco leccese, da non dimenticare la cima merlata del municipio, allocato in quello che era il castello degli Acquaviva.

A pochissimi chilometri, fa bella mostra di se, Santa Maria al bagno, dove una Torre fa buona guardia al fiume di Galaterna, sorgente d’acqua dolce molto desiderata dai saraceni, per questo motivo nel XVI secolo, Carlo V d’Angiò, volle realizzare la fortificazione di cui oggi restano solo i quattro bastioni.

Nardò terra d’accoglienza, dal 1943 al 1947 accolse migliaia di ebrei liberati dai campi di sterminio dei nazisti, organizzando per loro la vita di una comunità nel senso più ampio della parola, con sinagoga e scuole per i più giovani.

Un nobile gesto e non di facile attuazione, viste le privazioni di quel tormentato periodo, che è rimasto in maniera indelebile nella memoria dei fondatori dello stato di Israele.

Si vocifera, ma non v’è certezza, che anche Ben Gurion e Golda Meir, siano stati ospiti in questa località.

Di certo, tra i tanti ebrei, che sono stati accolti in questa località,non possiamo dimenticare la presenza fra i tanti, della figura di Dov Shilanski, che divenne deputato al Parlamento d’Israele (Knesset) dal 1977 al 1996, divenuto poi Presidente dal 1988 al 1992.

Mi fermo per non tediarvi sarà mia cura continuare per narrare i capolavori di questa città.

Anna Sciacovelli

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