Con la scomparsa di Emma Bonino, avvenuta all’età di 78 anni, l’Italia perde una delle figure più incisive, coraggiose e riconoscibili della sua storia politica contemporanea. La politica si è spenta a Roma, dove era stata ricoverata lo scorso 7 settembre a causa di un’improvvisa insufficienza respiratoria. Una complicazione arrivata a seguito di anni segnati da una dura battaglia contro un tumore ai polmoni, diagnosticato nel 2015 e che lei stessa, con la consueta tenacia, aveva annunciato di aver sconfitto nel 2023.
Storica esponente del Partito Radicale e fondatrice di +Europa, Emma Bonino ha attraversato decenni di vita pubblica senza mai cedere ai compromessi di comodo, trasformando la propria passione politica in una permanente crociata per le libertà individuali.
Una vita per le libertà e i diritti civili
L’eredità politica e umana di Emma Bonino si intreccia in modo indissolubile con le grandi conquiste sociali del nostro Paese:
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I diritti delle donne: Dalle prime lotte negli anni ’70 per la legalizzazione dell’aborto e la riforma del diritto di famiglia, è stata un punto di riferimento inamovibile per l’emancipazione femminile.
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Le battaglie radicali: Al fianco di Marco Pannella, ha promosso campagne storiche per il divorzio, la responsabilità civile dei giudici, l’amnistia e l’abolizione della pena di morte nel mondo.
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L’impegno europeo e internazionale: Già Commissaria Europea per la tutela dei consumatori e gli aiuti umanitari negli anni ’90, ha ricoperto il ruolo di Ministra degli Affari Esteri e delle Politiche Europee, distinguendosi per una visione europeista rigorosa e un’attenzione costante alla difesa dei diritti umani internazionali.
Fino agli ultimi giorni, la sua voce ha continuato a rappresentare una bussola per chiunque vedesse nella democrazia, nello Stato di diritto e nel progetto europeo i pilastri fondanti della società moderna. L’Italia saluta oggi una leader visionaria, libera e anticonformista. Addio, Emma.










