L’ex presidente degli Stati Uniti e attuale comandante in capo, Donald Trump, si trova in una fase politica complicata: i dati più recenti mostrano un drastico calo del suo gradimento tra gli elettori, mentre i candidati repubblicani faticano anche nelle regioni più tradizionalmente conservatrici, come il Texas.
📉 Calo nei sondaggi: un’onda negativa per Trump
Secondo l’ultimo sondaggio condotto dal Pew Research Center e pubblicato alla fine di gennaio 2026, solo il 37 % degli americani approva l’operato di Trump, mentre il 61 % lo valuta negativamente. Si tratta di uno dei livelli più bassi di approvazione registrati durante il suo mandato. Oltre a questo, più della metà degli intervistati (52 %) ha espresso dubbi sulla capacità mentale del presidente di guidare il Paese, un giudizio che riflette un malcontento diffuso oltre i confini dei tradizionali elettori repubblicani.
Il calo del consenso è evidente anche in Stati chiave dove Trump, negli ultimi anni, aveva consolidato il proprio vantaggio. In particolare, la sua popolarità tra alcuni gruppi demografici – come gli elettori ispanici – è diminuita in modo significativo, con ripercussioni sulle strategie politiche nazionali e locali.
📍 Il caso Texas: roccaforte repubblicana in difficoltà
Il Texas, uno degli Stati simbolo del trionfo repubblicano degli ultimi decenni, sta vivendo un vero e proprio ribaltamento politico. In una tornata di elezioni suppletive tenutesi all’inizio di febbraio 2026, i Democratici hanno ottenuto vittorie sorprendenti in più competizioni locali, inclusa una storica conquista di un seggio del Senato statale in un distretto che Trump aveva vinto con ampio margine alle presidenziali del 2024.
In particolare, Taylor Rehmet, veterano dell’Air Force e leader sindacale, ha ribaltato un seggio storico nel nord del Texas, sconfiggendo la candidata repubblicana in un distretto che nel 2024 aveva visto Trump vincere con il 17 % di vantaggio. Questo risultato — con Rehmet in vantaggio di oltre 14 punti percentuali — è stato salutato dai Democratici come un segnale di cambiamento profondo, mentre leader repubblicani locali lo hanno definito un “campanello d’allarme” in vista delle elezioni di metà mandato.
Fonti locali e nazionali riportano che, oltre alla vittoria al Senato statale, i Democratici hanno ottenuto successi anche in altre competizioni elettorali texane, segnando una battuta d’arresto in quello che era considerato uno degli Stati più sicuri per il GOP (Grand Old Party, il Partito Repubblicano).
🧠 Le reazioni politiche
La leadership repubblicana in Texas e negli Stati Uniti ha reagito con tono cauto. Alcuni esponenti riconoscono la necessità di ricalibrare le strategie e di affrontare la crescente insoddisfazione degli elettori su temi come economia, assistenza sanitaria e sicurezza. Altri, incluso lo stesso Trump, tendono a minimizzare i risultati, definendo queste elezioni come “locali” e non indicative del sentimento nazionale.
Tuttavia, analisti politici osservano che queste sconfitte locali — specie in un territorio così conservatore come il Texas — riflettono tensioni più ampie all’interno dell’elettorato repubblicano e una possibile erosione della base tradizionale. Le dinamiche demografiche e il cambiamento di priorità degli elettori, in particolare nelle aree urbane e suburbane, stanno contribuendo a trasformare il panorama politico texano.
📊 Implicazioni nazionali
Il crollo di Trump nei sondaggi combinato con le difficoltà elettorali in Stati come il Texas potrebbe avere implicazioni importanti per le elezioni di Midterm del 2026 e oltre. Se il malcontento elettorale dovesse persistere o ampliarsi, si potrebbero aprire spazi competitivi anche in Stati che fino a pochi anni fa sembravano solidamente repubblicani.










