Condividere i progressi più recenti della ricerca e tradurli in strategie di cura sempre più efficaci e personalizzate per i pazienti.
E’ questo l’obiettivo di “Controversies in Genitourinary Tumors”, l’evento scientifico annuale in programma il 22 gennaio 2026 presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, centro di riferimento nazionale e internazionale per l’oncologia.
Il congresso riunirà esperti interdisciplinari – oncologi medici, chirurghi, radioterapisti, medici nucleari, patologi molecolari, farmacologi – insieme alle associazioni di pazienti, chiamate a partecipare attivamente al confronto su diagnosi, trattamenti innovativi e modelli di presa in carico. “I tumori del distretto genitourinario sono patologie molto eterogenee, che richiedono competenze integrate e un approccio altamente specializzato” – spiega Giuseppe Procopio, Responsabile della Struttura semplice dipartimentale di Oncologia Medica Genitourinaria della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “Questo incontro nasce per condividere le evidenze più rilevanti e portarle rapidamente nella pratica clinica, con un unico obiettivo: migliorare la cura del singolo paziente”.
UN’AREA ONCOLOGICA AD ALTA INCIDENZA
I tumori genitourinari rappresentano un ambito di grande impatto sanitario.
In Italia si stimano ogni anno circa 100.000 nuove diagnosi: oltre 40.000 tumori della prostata, più di 30.000 tumori delle vie urinarie, oltre 10.000 tumori del rene, a cui si aggiungono neoplasie meno frequenti come quelle del testicolo e del pene.
Numeri che rendono centrale il ruolo di strutture altamente specializzate, in grado di offrire percorsi di cura personalizzati anche nelle forme rare o più complesse.
DALLE NUOVE TERAPIE ALLA CENTRALITÀ DEL PAZIENTE
Ampio spazio sarà dedicato alle innovazioni terapeutiche che stanno cambiando lo scenario di cura, anche grazie alle nuove rimborsabilità AIFA introdotte nel 2025: dal radioligando al lutezio nel tumore della prostata metastatico, alla terapia adiuvante con pembrolizumab nel carcinoma renale, fino allo sviluppo di strategie di medicina di precisione sempre più mirate.
“Siamo in una fase di forte evoluzione, in cui nuove opzioni terapeutiche stanno diventando concretamente accessibili”, sottolinea Procopio. “Centri come l’Istituto Nazionale dei Tumori hanno il compito di integrare queste innovazioni nei percorsi di cura e di promuovere reti cooperative e programmi di ricerca, soprattutto per le forme meno comuni”.
La partecipazione delle associazioni di pazienti, coinvolte in una tavola rotonda dedicata, rafforza l’attenzione alla dimensione umana e alla reale fruibilità dell’innovazione, accanto al rigore scientifico.










