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ISCHIA, RIUSCITO IL PRESIDIO DI PROTESTA CONTRO GLI ABBATTIMENTI DELLE CASE DI NECESSITA’: ANCHE I SINDACI IN PIAZZA, IL VESCOVO VILLANO HA ESPRESSO SOLIDARIETA’ E VICINANZA ALLE FAMIGLIE CHE RISCHIANO LA DEMOLIZIONE

Redazione Tgyou24.it Da Redazione Tgyou24.it
30 Dicembre 2024
In Napoli
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ISCHIA, RIUSCITO IL PRESIDIO DI PROTESTA CONTRO GLI ABBATTIMENTI DELLE CASE DI NECESSITA’: ANCHE I SINDACI IN PIAZZA, IL VESCOVO VILLANO HA ESPRESSO SOLIDARIETA’ E VICINANZA ALLE FAMIGLIE CHE RISCHIANO LA DEMOLIZIONE
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Tanti sono stati i cittadini scesi in piazza nonostante il freddo e le numerose iniziative natalizie che si svolgevano un pò ovunque. Al termine del comizio i manifestanti hanno incontrato in piazza i sindaci a cui si è chiesto un impegno concreto per fermare le demolizioni delle case di necessità. Al presidio è giunto il messaggio di solidarietà e vicinanza  del Vescovo di Ischia e di Pozzuoli Carlo Villano il quale, durante l’omelia per l’apertura del Giubileo che si teneva a Forio in contemporanea con la manifestazione di protesta, ha affermato che non si può restare indifferenti rispetto alla disperazione di tante famiglie e che bisogna trovare una soluzione per continuare a garantire a tutti il diritto alla casa.

0E’ riuscito a Ischia il presidio di protesta tenuto dal Coordinamento dei Comitati a Difesa del Diritto alla Casa della regione Campania per dire basta agli abbattimenti delle prime case di necessità. I promotori  dell’iniziativa nel loro intervento hanno fatto un excursus del fenomeno dell’abusivismo generato negli ultimi quarant’anni dalle amministrazioni comunali locali che non approvando i necessari piani urbanistici e regolatori non hanno dato a nessuno la possibilità di avere la licenza edilizia per potersi costruire una casa. Sottolineando il massimo rispetto che si ha per la Magistratura che applica la Legge, si è chiesto con forza l’intervento della politica che esclusivamente attraverso l’approvazione di una Legge dello Stato può mettere fine a questa autentica tragedia sociale che solo sull’isola d’Ischia vede la presenza di circa 10.000 case che presentano difformità urbanistiche e che se abbattute lascerebbero sul lastrico migliaia e migliaia di ischitani creando, così, un’emergenza sociale ed abitativa senza precedenti e per cui, prima di procedere, lo Stato si deve adoperare per redigere piani di evacuazione e realizzare gli alloggi alternativi per ospitare i demoliti. L’Avvocato Bruno Molinaro oltre ad annunciare che agli inizi di gennaio a Serrara Fontana sarà sgomberata per essere abbattuta una casa che ospita una mamma con i suoi figli, ha posto l’accento sul fatto che si stanno demolendo anche immobili che hanno ottenuto il condono. “Tra le tante criticità rilevate – ha affermato l’Avvocato Molinaro -, la cosa che più fa discutere è l’esecuzione delle demolizioni giudiziali da parte delle Procure a distanza di svariati anni (a volte anche trenta o quaranta) dalla scoperta dell’abuso, sebbene la Corte europea, con una paradigmatica sentenza del 2008, abbia chiarito che la demolizione eseguita con notevole ritardo assume connotazione di sanzione penale, soggetta, in quanto tale, a prescrizione. Altro “vulnus” di sistema che la politica nazionale non può continuare ad ignorare è che le amministrazioni competenti, né prima né dopo la esecuzione della demolizione, si attivano per reperire alloggi alternativi. E questo non è un comportamento degno di un paese civile, dal momento che sia la nostra Costituzione sia la normativa sovranazionale qualificano il diritto all’abitazione come un diritto sociale. Le Sezioni Unite della Cassazione, in una famosa sentenza del 2004, hanno espressamente riconosciuto che “l’abitazione è il luogo degli affetti, degli interessi e delle abitudini in cui si esprime la vita familiare e si svolge la continuità delle relazioni domestiche”. Ne deriva che è certamente disumano distruggere questo luogo degli affetti dopo numerosi lustri e abbandonare, poi, i malcapitati al “freddo e al gelo” dopo che, per un tempo immemore, le istituzioni, ad ogni livello, sono rimaste inerti nel far rispettare la legge. La Corte europea, con la recente sentenza “Simonova”, ha condannato la Bulgaria per violazione dell’articolo 8 della CEDU, affermando perentoriamente che “la demolizione non è necessaria in una società democratica quando colpisce l’unica casa del contravventore”. Il principio vale ovviamente anche per l’Italia ma da noi non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Nel caso della Bulgaria, va ricordato, peraltro, che la costruzione era completamente abusiva.  Da noi si sta addirittura verificando che, in molti casi, vengono demolite case abitate da donne, bambini, anziani (e talvolta disabili) sebbene le stesse siano coperte da permessi in sanatoria. Il 7 gennaio è prevista la demolizione di una casa a Serrara Fontana abitata da una donna divorziata dal marito con figli minori a carico, per la quale sia la Soprintendenza che il Comune hanno detto sì alla sanatoria con atti di assenso espliciti. L’anomalia è  nel fatto che, pur potendo, secondo la giurisprudenza, il giudice dell’esecuzione disapplicare il titolo, allorquando lo stesso appaia illegittimo, nella realtà accade che quasi sempre l’illegittimità viene ravvisata per vizi di forma o per interpretazioni discutibili in ordine al parere della Soprintendenza. Sarebbe più logico e conforme a Costituzione, invece, consentire tale disapplicazione solo in presenza di permessi costituenti prodotto di attività criminose (es. pagamento di tangenti). Pretendere, al contrario, di far valere il principio in tutti i casi, vuol dire minare la certezza del diritto, atteso che qualsiasi atto amministrativo è assistito da presunzione di legittimità sino a quando non viene annullato in autotutela dall’amministrazione che lo ha rilasciato o dal T.A.R. in sede giurisdizionale amministrativa. Va detto che vi sono anche casi (e questo è un altro paradosso) in cui per il T.A.R. il permesso è legittimo e per il giudice penale non lo è. I Sindaci, anche su questa cosa, devono farsi sentire con forza presso i loro referenti di partito, anche perché i Comuni, in caso di disapplicazione, vengono esposti ad azioni risarcitorie da parte dei privati che hanno riposto affidamento nei permessi ottenuti. Urge un intervento risolutivo del legislatore nazionale”.

Marianna Sasso ha portato ai manifestanti la solidarietà del Vescovo di Ischia e di Pozzuoli Carlo Villano il quale, durante l’omelia per l’apertura del Giubileo che si teneva a Forio in contemporanea col presidio, ha affermato che non si può restare indifferenti rispetto alla disperazione di tante famiglie e che bisogna trovare una soluzione per continuare a garantire a tutti il diritto alla casa.

“Pur consapevoli che la problematica non riguarda solo i nostri territori e la Campania ma il Sud e l’intero Paese – si legge tra l’altro in una nota della Diocesi -, che l’argomento, complesso e delicato, afferisce esclusivamente alle competenze del Legislatore nazionale, il Parlamento, le Chiese di Ischia e di Pozzuoli non possono restare indifferenti di fronte alla disperazione di tante famiglie che si trovano di fronte all’incubo delle ruspe che nel prossimo futuro demoliranno le loro abitazioni, e con esse spazzeranno via sacrifici e sogni di una vita intera di lavoro e di progetti. Comprendendo il dolore e la preoccupazione di coloro che vedono minacciata la loro casa e il loro futuro, ritengono fondamentale la vicinanza a tutte le famiglie che stanno vivendo questo momento di angoscia, consapevoli del fatto che la casa non è solo un bene materiale, ma luogo di affetti e dignità”.

Tanti sono stati gli interventi dei presenti che si sono alternati al microfono e che hanno espresso tutta la loro preoccupazione per i tragici risvolti sociali che sull’isola d’Ischia causeranno le demolizioni come Raffaele Patalano in rappresentanza del Comitato di Lotta dei lavoratori Stagionali dell’isola d’Ischia, Rosa Iacono che ha portato il saluto e la vicinanza dell’Associazione “Croce Rosa” che presiede, Franco Di Iorio Garibaldi editorialista del Quotidiano “Il Dispari” e il Maestro di arti marziali Pasquale Dragon Di Costanzo conosciuto in tutto il mondo per le sue imprese sportive. Il momento più importante del presidio è stato sicuramente l’incontro che c’è stato in piazza tra i sindaci e rappresentanti delle amministrazioni comunali isolane ed i manifestanti che hanno chiesto ai primi cittadini un impegno concreto su questo tema. I sindaci si sono impegnati ad incontrare Gaetano Manfredi quale sindaco della Città Metropolitana e Presidente dell’ANCI e il Presidente della regione Vincenzo De Luca affinché assieme agli altri sindaci campani si possa chiedere ed ottenere dal Parlamento una soluzione a questa tragedia. E a tal proposito il 20 ottobre scorso è stata già presentata una proposta di Legge a firma dell’Onorevole Gianpiero Zinzi. Gennaro Savio, tra i promotori dell’iniziativa, oltre ad esprimere soddisfazione per la riuscita del presidio, ha anche sottolineato l’importanza della presa di posizione della Diocesi di Ischia sulla tragedia degli abbattimenti.

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