L’Italia celebra l’arte, la bellezza e il patrimonio culturale con una nuova edizione del Festival “è cultura!”, la manifestazione promossa dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) che, dal 16 al 24 ottobre 2026, propone oltre 110 iniziative gratuite in più di 50 città italiane. Un grande appuntamento nazionale che apre le porte di palazzi storici, musei, sedi bancarie e luoghi della cultura, offrendo ai cittadini l’opportunità di partecipare a visite guidate, mostre, concerti e incontri dedicati alla valorizzazione del patrimonio artistico italiano.
Il Festival rappresenta un’occasione per rafforzare il rapporto tra banche, istituzioni culturali e comunità locali, mettendo in evidenza il contributo del settore bancario alla tutela dell’arte, alla promozione della conoscenza e al sostegno delle nuove generazioni. Un impegno che trova una significativa espressione anche nell’Alto Milanese, dove la BCC di Busto Garolfo e Buguggiate partecipa al programma nazionale ospitando nella propria filiale di Parabiago una mostra dedicata alla giovane artista Chiara Crepaldi, originaria di San Vittore Olona.
Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate spiega: «Aprire le porte della nostra banca all’arte significa superare l’idea della filiale come luogo esclusivamente dedicato alle operazioni bancarie, per renderla sempre più uno spazio di incontro, di dialogo e di condivisione, capace di accogliere esperienze e linguaggi diversi. Ospitare le opere di una giovane artista del nostro territorio significa dare concretezza a uno dei valori fondanti del credito cooperativo: essere parte integrante della comunità, accompagnarne la crescita e contribuire a valorizzarne le energie migliori. La cultura, proprio come l’economia, genera valore, crea relazioni, apre nuove prospettive e contribuisce a rendere una comunità più viva, consapevole e capace di guardare al futuro. Sostenere un giovane talento significa, in fondo, investire nel futuro del territorio. Ed è proprio questa la missione che, come banca di credito cooperativo, sentiamo profondamente nostra: crescere insieme alla comunità, valorizzando le persone e contribuendo a creare opportunità che vadano oltre la dimensione strettamente finanziaria».
L’iniziativa si inserisce nel progetto nazionale “Futuri Emergenti Italiani”, promosso da BCC Arte&Cultura del Gruppo BCC Iccrea, con l’obiettivo di offrire visibilità ai giovani talenti artistici e valorizzare la creatività contemporanea attraverso il coinvolgimento delle Banche di Credito Cooperativo.
La mostra, allestita nella filiale di via Don Giovanni Spagliardi 2 a Parabiago, è visitabile fino al 31 dicembre 2026, negli orari di apertura degli sportelli bancari. Un periodo espositivo che va ben oltre le giornate del Festival e consente a cittadini, clienti e appassionati d’arte di avvicinarsi alle opere dell’artista.
Protagoniste dell’esposizione sono tre sculture in bronzo e rame, attraverso le quali Chiara Crepaldi esplora il rapporto tra uomo, natura e materia. Le opere si distinguono per forme evocative e suggestive, capaci di stimolare una riflessione sul legame tra l’essere umano e gli elementi naturali, affidando al linguaggio plastico della scultura il compito di interpretare sensibilità e suggestioni contemporanee.
La prima, Uccelli di rovo, è una scultura in bronzo che nasce dall’idea di costruire uno spazio sospeso tra protezione e costrizione, tra il bisogno di trovare un porto sicuro e il desiderio di libertà. Le linee del metallo si sviluppano nello spazio fino a suggerire una leggerezza apparentemente incompatibile con il materiale utilizzato. «L’idea era quella di creare una specie di rifugio, nido o anche gabbia, ma che cercasse di avere la leggerezza del volo. Volevo che dal bronzo fuso potesse alzarsi e crearsi nello spazio tutta una serie di linee leggere, fino quasi a scomparire e diventare aria», racconta l’artista.
La seconda opera, Chiacchiere sui tetti, sempre in bronzo, nasce dal recupero di alcuni scarti di fusione. Elementi apparentemente privi di una funzione trovano una nuova identità all’interno di una composizione che richiama le relazioni umane e la necessità di costruire terreni condivisi. «Sono partita da alcuni personaggi che in realtà erano dei residui di fusione e che mi ricordavano delle piccole architetture o degli esseri che potevano in qualche modo comunicare tra loro. L’idea era quella di creare dei piani precisi, come se si formasse un’architettura immaginaria nella quale questi personaggi trovassero il modo di accostarsi, cercando di comunicare e stare in equilibrio gli uni con gli altri».
A completare l’esposizione è Mangrovie, opera del 2025 realizzata in rame, nella quale la natura diventa il punto di partenza per una riflessione sulla convivenza, sulla resistenza e sull’interdipendenza. Le mangrovie sono piante capaci di crescere in ambienti di confine, tra terra e mare, creando ecosistemi complessi e proteggendo il territorio. Una caratteristica che l’artista traduce in un intreccio di forme metalliche, all’interno del quale emergono figure che cercano il proprio spazio.
La lavorazione dell’opera rappresenta anche una sfida tecnica: rendere visivamente leggero un materiale resistente come il rame, attraverso un processo di forgiatura che richiede di riscaldare e modellare ripetutamente il metallo. «Ho lavorato il rame cercando di riprodurre il gesto che si ha sull’argilla quando viene premuta con le proprie mani, ma lavorando con un metallo duro. C’è stato un tempo di forgiatura nel quale il materiale si lavora col fuoco: la barra di rame si scalda, diventa malleabile e la lavoriamo all’incudine con vari martelli che abbiamo a disposizione o creiamo a seconda dei nostri bisogni, poi torna di nuovo compatta e si ricomincia. Nell’intrico del metallo che diventa rami ho inserito per giustapposizione una serie di personaggi che cerca di trovare di proprio posto, si nasconde e chiede di essere trovato», racconta l’artista. Il risultato è una composizione nella quale le figure non cercano di dominare l’ambiente naturale, ma di adattarsi a esso, diventando parte di una struttura più ampia. Un’immagine che attraversa l’intera ricerca artistica di Crepaldi, interessata alle connessioni tra gli esseri viventi, alle trasformazioni della materia e alla possibilità di immaginare nuovi equilibri.
A rendere ancora più significativo l’appuntamento di Parabiago è il prestigio del contesto nel quale si inserisce. La mostra di Chiara Crepaldi si affianca infatti a iniziative culturali di altissimo livello, promosse da importanti istituzioni bancarie, museali e artistiche della Lombardia e di tutta Italia. Dalle Gallerie d’Italia di Milano alle grandi esposizioni di Bergamo e Brescia, fino alle aperture straordinarie di palazzi storici e ai concerti organizzati nelle altre regioni italiane, il Festival riunisce in un unico calendario realtà culturali di primo piano e progetti dedicati alla valorizzazione dei nuovi talenti. La gratuità degli appuntamenti rappresenta un elemento centrale della manifestazione. Rendere accessibili luoghi, opere e collezioni significa ampliare le opportunità di partecipazione culturale e rafforzare il legame tra cittadini e patrimonio collettivo. Un principio che assume un valore ancora maggiore quando si traduce nella promozione di artisti emergenti e nella creazione di nuove occasioni di incontro tra cultura e comunità.
In questo scenario, l’iniziativa della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate si distingue per la sua dimensione territoriale. La presenza delle opere di Chiara Crepaldi a Parabiago non rappresenta soltanto un appuntamento espositivo, ma anche un riconoscimento al talento di una giovane artista dell’Alto Milanese e un segnale dell’attenzione che il mondo del credito cooperativo può dedicare alla creatività e alle nuove generazioni.
Il Festival “è cultura!” si conferma dunque una manifestazione capace di unire grandi istituzioni e realtà locali, valorizzando tanto i tesori del patrimonio storico nazionale quanto le nuove espressioni dell’arte contemporanea. E proprio da Parabiago arriva uno degli esempi più vicini al territorio: una banca che apre i propri spazi alla cultura e una giovane artista che, attraverso il bronzo e il rame, racconta il proprio modo di interpretare il rapporto tra uomo e natura.
La mostra di Chiara Crepaldi è visitabile fino al 31 dicembre 2026 presso la filiale della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate, in via Don Giovanni Spagliardi 2 a Parabiago, negli orari di sportello. Per informazioni è disponibile il numero 0331 560327.
A testimoniare il livello e la varietà della manifestazione è il ricco calendario degli appuntamenti in Lombardia, che si inserisce in un programma nazionale di oltre 110 iniziative gratuite distribuite in più di 50 città italiane.
In questo prestigioso panorama culturale, la mostra di Chiara Crepaldi a Parabiago rappresenta un motivo di particolare interesse per l’Alto Milanese, perché dimostra come la valorizzazione di un talento locale possa inserirsi in un progetto nazionale che coinvolge istituzioni e luoghi d’arte di primo piano. Un risultato che sottolinea il ruolo della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate nel sostenere la cultura del territorio e nel creare nuove opportunità di visibilità per i giovani artisti.









