Vinchio Vaglio è una cantina cooperativa che sin dalla sua fondazione nel 1959 ha perseguito due obiettivi: la qualità e la sempre migliore remunerazione dei viticoltori associati. Se fino a qualche decennio fa ha raggiunto questi obiettivi producendo ottima Barbera da vendere sfusa, ormai dai primi anni del 2000 il Presidente Lorenzo Giordano ha impresso scelte di qualità crescente tanto che oggi la produzione è venduta al 100% confezionata. Circa 1.000.000 di bottiglie e 700.000 bag in box con il risultato che il bilancio cresce sia in Italia come all’estero e l’azienda continua a liquidare le uve di Barbera più di chiunque altro in zona. Ai viticoltori viene sempre di più riconosciuto il lavoro difficilissimo che affrontano ogni anno per coltivare le loro magnifiche quanto difficili colline.
Circa 500 ettari di vigneto per quasi l’80% a Barbera, danno diverse interpretazioni di questo vitigno così versatile. Il rapporto qualità prezzo per il quale Vinchio Vaglio è ormai conosciuta ha fatto il resto. Il presidente Lorenzo Giordano si dice “grato ad ogni singolo viticoltore che ha accettato di impiantare e condurre i propri vigneti secondo le indicazioni di agronomo ed enologo della cantina capendo che lo sforzo richiesto dà il ritorno che serve a fare ottimi vini venduti a prezzi sempre più remunerativi.” Sono ormai decenni che la cantina tiene conto del lavoro necessario per portare avanti anche vigneti di oltre 50 anni che sono alla base di alcuni dei più iconici vini aziendali come il “Vigne Vecchie” e il “Vigne Vecchie 50”. Allo stesso modo vigneti di oltre 30 anni contribuiscono alla produzione de “I tre Vescovi”, senz’altro il vino più noto dell’azienda, di “Insynthesis” uno dei top aziendali, ma anche del Nizza che proviene dal bellissimo bricco “Laudana” da cui prende il nome. A questi piccoli viticoltori la cantina riconosce compensi che siano rapportati alle maggiori spese nonché alla fatica che affrontano. È così che si può contare anche in un cambio generazionale necessario per non perdere l’unicità di questo territorio che l’ha reso Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Chi non ha visto quanto sono ripidi i bricchi della zona non può comprendere la passione e la fatica che ci vogliono per continuare a coltivarli. Questo impegno è stato riconosciuto anche dalla Old Vine Conference (www.oldvineconference.org) un’associazione senza scopi di lucro fondata da due Master of Wine che seleziona produttori di vini da vecchi vigneti in tutto il mondo contribuendo a promuoverli e valorizzarli. Ma una cantina cooperativa ha anche un compito sociale per questo, oltre al progetto delle “vigne vecchie” che preserva un patrimonio insostituibile di qualità e biodiversità, Vinchio Vaglio è cantina sostenibile certificata Equalitas e da quattro anni pubblica il relativo bilancio di sostenibilità che è di fatto un triangolo con tre vertici ugualmente importanti: territorio, persone ed economia. Vuol dire scelte ponderate a partire dalla gestione agronomica dei vigneti passando per una minima presenza di solfiti nei vini. Tocca le bottiglie che hanno un peso per l’80% della produzione al di sotto di 420 gr. E i tappi che, quando possibile, sono tecnici invece dei tappi di sughero. Una macchina per l’imbottigliamento dei bag in box visti non come rifugio per vini scadenti, ma come scelta fortemente sostenibile perché riduce del 7% l’impronta di carbonio facendo conoscere nel mondo vini di qualità. Per non parlare di impianti fotovoltaici che rendono l’azienda autonoma energeticamente. La cantina, inoltre, è sempre stata un punto di riferimento per la crescita del territorio fin da quando è stata in prima fila nella ideazione e creazione del Parco Regionale della Val Sarmassa ai limiti del quale ha creato anche il “percorso nei Nidi” (strutture in salice intrecciato a mano sotto i quali poter sostare per picnic), ha realizzato la Big Bench n.94, ha posizionato istallazioni dell’artista Giancarlo Ferraris e creato il giardino delle erbe aromatiche. In tutto ciò Vinchio Vaglio ha una gestione virtuosa del proprio bilancio che chiude in attivo perché sa essere vera impresa.
Premi e punteggi di tutto rispetto e sempre crescenti danno ragione di un lavoro a 360° riconosciuto all’azienda. Per citarne solo alcuni:
- dall’Italia il Gambero Rosso che ha premiato con i 3 bicchieri il Vigne Vecchie 50 2023 e con i 2 bicchieri rossi il Vigne Vecchie Barbera d’Asti Sup. 2021, la Guida Vini Buoni d’Italia con la Corona d’Oro al Nizza DOCG Laudana 2022, le 3 Stelle Oro della Guida Veronelli alla Barbera d’Asti Superiore DOCG Sei Vigne Insynthesis 2020. Oltre a Wine Hunter che ha premiato ben 5 vini con la medaglia d’oro e ultimo ma non ultimo il faccino di Doctorwine, alias Daniele Cernilli, al Nizza Riserva 6 vigne Insynthesis 2019.
- Dall’estero Falstaff, Suckling, Drink Business, Decanter nonché vari concorsi come il Concours Mondial de Bruxelles, che hanno attribuito medaglie e punteggi ampiamente superiori ai 90/100 https://vinchio.com/azienda/guide-e-premi-2025/ .
Ma la dirigenza dell’azienda è espressione di piemontesi veri, uomini e donne che non si arrendono e tantomeno si siedono sugli allori. Infatti, il direttore Marco Giordano ha già pronti programmi importanti per continuare a crescere: “Siamo fieri degli ottimi risultati ottenuti in un momento così complicato, ma crediamo fermamente che non ci si possa fermare e si debba continuare a crescere e investire. Per il 2026 sono, infatti, in programma investimenti sia tecnologici, come il raddoppio della nostra linea per il confezionamento dei Bag in Box, sia strutturali come il restauro della parte più antica della cantina che risale al 1959 e che, oltre a essere un patrimonio storico, è anche il fulcro produttivo con le sue oltre 160 vasche di cemento mantenute finora in perfette condizioni internamente e che abbiamo deciso di recuperare anche sul piano estetico”.






