Il teatro è stato il suo grande Amore, la sua vita, la sua arte e la sua passione. Paola Borboni nasce a Golese di Parma, il primo gennaio del 1900, ben presto diventa un simbolo del nuovo secolo. Paola ha soltanto sedici anni quando lascia la scuola, che non ha mai frequentato con passione.
Abbandona l’idea di diventare maestra e sceglie il palcoscenico. E’ una ragazza trasgressiva e ironica, intelligente e volitiva ed è ben decisa a dar corpo ai suoi desideri. La prima guerra mondiale è in pieno svolgimento, la famiglia si è trasferita a Milano e Paola anche grazie al lavoro del padre che è impresario teatrale, ha l’opportunità di recitare ai Filodrammatici di Milano con la compagnia di Alfredo De Santis. La ragazza ha talento e subito fa breccia fra i critici. Piace molto al pubblico e in breve diventa un’attrice stimata e di successo. La fine del conflitto e la voglia di vivere che s’impone un radicale cambiamento nel modo di vestire delle donne non riescono intanto a incidere davvero sul comune senso del pudore.
Paola va controcorrente ed è all’avanguardia. E’ un’anticonformista e ama il rischio, nel 1925 proprio mentre il fascismo esalta la donna madre fattrice di figli, tutta casa e famiglia, lei entra in scena a seno nudo in “Alga Marina”di Carlo Veneziani.
Il seno nudo era già apparso in teatro, dell’avanspettacolo. Mentre Paola Borboni opera una vera e propria rivoluzione: sveste il suo personaggio e sposta la visibilità teatrale dalle parole all’immagine. E’ scandalo. Ha ricordato il giornalista Orio Vergani: “Le repliche di quella commedia mobilitarono tutti i binocoli di quanti fossero stati usati in mezzo secolo di prove ippiche a San Siro”.
Paola è bella, sensuale, efficace e brava, affascina e fa parlare di sé. Dal palcoscenico, sfida il pubblico e se stessa. Fare scandalo non le dispiace e il nudo lo esibisce volentieri. In “ Diana al bagno”, si presenta del tutto svestita, appena coperta da un velo trasparente e, seminuda è anche né “I capricci di Susanna”.
In seguito, con ironia, commenterà più volte: “Mi divertivo a fare un po’ di chiasso; madre natura mi aveva dato la bellezza”. “E, allora perché non farne partecipe il pubblico?”.
Attrice di Teatro, Paola Borboni non si sottrae al cinema. La modernità è l’ennesima scommessa. E l’accetta. Recita in trentasei film fino al 1982 ma il suo grande amore rimane sempre il teatro, “il cinema è un’operazione commerciale” – dice- “l’attore resta sempre un po’ marionetta”.
Prosegue dicendo” Mentre il teatro è vita, è come mangiare, dormire, amare”.
Lei è una donna di scena, non di schermo.
Nel 1935: il fascismo, con un regio decreto, ha ristretto l’emancipazione della donna. Un passo indietro all’emancipazione femminile, è vietato alle donne di dirigere una scuola ma, Paola Borboni riesce a mettersi alla testa di una compagnia teatrale. E lo fa con competenza e con passione. Lei è la regina delle sfide, sotto la sua guida recitano attori notissimi come Luigi Cimara e Salvo Randone, che in quel periodo era suo compagno di vita e di teatro.
A Paola Borboni piace condurre il gioco e non molla. Nel 1942 arriva a dirigere una vera e propria “Compagnia Pirandelliana”, il suo sogno. Lei venera e osanna Luigi Pirandello e mette in scena diciassette commedie del suo autore preferito.
Non è soltanto trasgressiva è innovatrice, è un’artista completa che non si risparmia.
Spazia tra i generi teatrali: la commedia, il dramma. L’operetta, il cabaret. Si esibisce perfino come capocomico e, in quegli anni, è la prima donna a osare tanto. Nel 1954, quando inventa uno spettacolo e in quegli anni è la prima donna a osare tanto composto solo da cinque monologhi, un recital per attrice solista.
La sua presenza scenica è straordinaria e la critica gliela riconosce. Lei è eccentrica e non fa mistero del piacere che prova nel camminare sul filo del rasoio. Si fa intervistare e dice: “Mi piace rischiare e non m’importa di diventare antipatica”. Il suo modo di agire è un vezzo, lei vive per la scena, per il pubblico.
L’italia cambia il boom economico, il ’68, le leggi che consentono il divorzio e l’aborto trasforma la società e Paola Borboni riesce ancora a stupire. 1072
Quando sposa Bruno Villaraggio, un mimo, poeta e pittore, tra loro aveva circa quarant’anni la differenza di età. Piovono pettegolezzi e malignità, ma la coppia sembra affiatata e il matrimonio funziona. Lei è anziana, eppure lavora come sempre a pieno ritmo. Nel 73 gira “Sesso Matto” con Dino Risi, seguono altri film. Nel 1978 Bruno Vilar, muore in un incidente stradale. Sull’auto c’è anche Paola che resta ferita. La morte del marito è per lei un grande dolore e le conseguenze dell’incidente la rendono zoppicante, ma non la piegano. Continua a recitare. Invecchia e non si arrende. Mette in scena Goldoni, concede interviste, non lesina i ricordi e continua a muoversi nel presente intreccia nuove amicizie con un uomo ancora una volta molto più giovane di lei. E vive.
Lascia il teatro e si trasferisce in una casa di riposo, ance lì ogni tanto recita per gli ospiti. Muore il 9 aprile del 1995.
Anna Sciacovelli








