La storia di Domenico, un bambino di appena due anni e mezzo ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli, è una ferita aperta nell’anima di chiunque abbia letto le ultime notizie e ne abbia colto il dramma umano e medico. Una vicenda iniziata con la speranza di una nuova vita si è trasformata in un terribile monito per il sistema sanitario e per tutti noi.
Domenico soffriva di una grave cardiomiopatia congenita, una malattia del cuore per la quale l’unica possibilità di sopravvivenza era un trapianto. A dicembre 2025, dopo lunghe attese e tanta preghiera, la famiglia riceve la notizia che un cuore compatibile era stato trovato.
Ma quel cuore — arrivato da un piccolo donatore in Alto Adige — non era nelle condizioni ideali: a causa di un errore nel trasporto, l’organo è arrivato a Napoli con tessuto danneggiato da temperature troppo basse. Invece di essere trasportato in un contenitore tecnologico dotato di controllo della temperatura, fu inserito in un box tradizionale con ghiaccio secco, con il risultato che l’organo si è “bruciato”, cioè danneggiato irreversibilmente.
Il trapianto è stato eseguito lo scorso 23 dicembre, ma sin da subito è emerso che qualcosa non andava. Domenico è stato ricoverato in terapia intensiva attaccato a una macchina di supporto vitale (Ecmo), che per quasi due mesi ha sostenuto la funzione del suo cuore e dei suoi polmoni.
Negli ultimi giorni un team di cardiologi esperti da tutta Italia è stato convocato per valutare se fosse possibile procedere con un secondo trapianto di cuore sano, e un cuore compatibile era stato individuato. Ma, dopo attente valutazioni cliniche, i medici hanno deciso che il bambino è troppo fragile per affrontare un nuovo intervento, vista la compromissione di altri organi e il lungo periodo trascorso attaccato a macchine di supporto vitale.
La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per accertare responsabilità e presunti errori nelle procedure che hanno portato alla tragica catena di eventi, e sei medici e paramedici sono iscritti nel registro degli indagati per lesioni colpose gravissime.
Dietro a ogni numero e a ogni titolo, però, c’è una famiglia spezzata dal dolore: una madre e un padre che hanno lottato con tutte le loro forze per la vita di un figlio che doveva avere un futuro davanti a sé. Una vita che ora rimane appesa a un filo sottile, tra speranza e rassegnazione.
Questa tragedia, oltre a commuovere un’intera nazione, deve spingerci a una riflessione profonda sulle procedure, la formazione del personale sanitario, i protocolli per il trasporto di organi e la sicurezza dei pazienti più vulnerabili. Errori di tipo logistico e di organizzazione — come l’uso di contenitori non idonei o personale non formato — non possono più essere tollerati quando si tratta della vita di un bambino.
Tgyou24.it e tutto il gruppo GMG Media Company si stringono con profonda solidarietà attorno alla famiglia di Domenico in questo momento di immenso dolore, esprimendo vicinanza, rispetto e sostegno. In una tragedia come questa non ci sono vincitori, ma un monito chiaro: non deve più accadere che un bambino rischi la vita per errori evitabili.
Che questa storia drammatica possa trasformarsi in un impegno collettivo — medico, istituzionale e civile — per garantire che ogni procedura sia eseguita sempre nel massimo rispetto della vita e della dignità umana.










