Una svolta decisiva segna le indagini sull’attentato perpetrato nell’ottobre del 2025 davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione d’inchiesta Report. Nelle prime ore della mattinata, le forze dell’ordine hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’imprenditore ed ex editore Valter Lavitola.
Le accuse della Procura: ideazione e sopralluogo
Secondo gli elementi raccolti dagli inquirenti, Lavitola non si sarebbe limitato al ruolo di mandante morale o finanziatore dell’atto intimidatorio. Le risultanze investigative gli attribuiscono un coinvolgimento diretto e operativo fin dalle prime fasi della pianificazione.
“Lavitola ha ideato la dinamica dell’azione e ha partecipato personalmente a un sopralluogo nei pressi della residenza di Ranucci per studiare i movimenti della scorta e individuare i punti ciechi delle telecamere di sorveglianza”, si legge nelle carte dell’inchiesta.
L’attentato dell’ottobre 2025, che aveva provocato ingenti danni materiali e suscitato una dura reazione da parte del mondo delle istituzioni e dell’informazione, viene quindi riletto dagli inquirenti come un piano coordinato nei minimi dettagli per silenziare o intimidire il giornalista.
Caccia all’intermediario: Gomes Tavares latitante in Africa
Contestualmente alla misura eseguita contro Lavitola, la Magistratura ha emesso un mandato di cattura nei confronti di Gomes Tavares, considerato l’anello di congiunzione tra l’imprenditore e gli esecutori materiali dell’attentato.
Tavares, accusato di aver reclutato la manovalanza e gestito il flusso di denaro destinato alla realizzazione del gesto, non è stato rintracciato sul territorio nazionale. Le autorità ritengono che sia riuscito a fuggire all’estero prima del blitz e si trovi attualmente latitante in un Paese dell’Africa. Nei suoi confronti sono già state avviate le procedure internazionali per la localizzazione e l’estradizione.










