“E’ evidente che l’assenza di carburante è differente dal caro carburante, che in nessun caso può essere considerato circostanza eccezionale. Ma non si può sostenere che la carenza di jet fuel sia sempre “circostanza eccezionale”. Lo è solo in rarissimi casi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la nuova dichiarazione del commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas.
“Se le compagnie, pur essendo state informate della mancanza di carburante, non informeranno i consumatori nei tempi previsti, oppure se la compagnia aerea non ordinerà con congruo e sufficiente anticipo il carburante, scatta comunque il diritto alla compensazione pecuniaria, ossia al risarcimento del danno” prosegue Dona.
“Secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia europea, infatti, la compensazione pecuniaria non è dovuta solo se il vettore può provare che la cancellazione del volo è stata causata da circostanze realmente eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso, ad esempio se, pur avendo richiesto con largo anticipo il carburante, questo venisse lo stesso a mancare per colpe e responsabilità del tutto esterne alla compagnia aerea. Ma se, pur sapendo che il carburante è mancante, la compagnia vendesse lo stesso i biglietti, sarebbe comunque responsabile del danno nei confronti dei consumatori” prosegue Dona.
“Il Commissario, piuttosto, farebbe meglio a chiarire cosa intende quando dice che sono pronti a intervenire e a modificare alcune parti della normativa per garantire flessibilità per le compagnie aeree. Non vorremmo che si ripetesse l’operazione scandalosa attuata all’epoca del Covid, quando si modificò la normativa costringendo i consumatori ad accettare i voucher, facendo fare alle famiglie da banche alle compagnie aeree. Una pagina vergognosa che speriamo non si ripeta più” conclude Dona.








