Una passeggiata, senza meta mi porta in quel di Andria, a visitare la Cattedrale e anche le piccole vie che attorniano la città.
Incerte le origini di Andria, si documenta che un primo nucleo urbano risale al primo secolo d.C. quando Sant’Andrea passò da quel luogo ”Andreia, ” ”Arduino, o Andrè” i monaci basiliani d’oriente trovò sicuro rifugio in Puglia presso quella località, dove costruirono chiesette e celle per dormire.
La storia di Andria, ha inizio il 1046 con Pietro I il Normanno, Conte di Trani, che elevò Trani e Andria da Locus a Villaggi Civitas, quindi città fortificate con mura di cinta e dodici torri di avvistamento.
La città di Andria ebbe splendore sotto la guida di Federico II, tanto che nella Cattedrale di Andria sono sepolte due delle sue mogli, Jolanda di Brienne, madre di Corrado IV, il quale era nato ad Andria, morto poi a Benevento, e Isabella d’Inghilterra.
In seguito alla sconfitta e alla morte di Manfredi a Benevento 1266, Andria passò agli Angioini, divenendo Contea, che il Re Carlo d’Angiò, donò in dote alla propria figlia, Beatrice quando sposò Bertrando Conte del Balzo, la coppia volle risiedere in quella città.
Tra le tante vetrine illuminate, per le festività del Santo Natale, ne noto una particolare, che mi lascia perplessa, diversi quadri di donne dai visi lunghi, volti a me già noti, che guardano lontano, forse a seguire i loro sogni forse mai realizzati, volti che svegliano i miei ricordi di mostre viste e presentate, qualche anno addietro.
Un’emozione nuova e soggettiva, che richiama alla memoria i dipinti dell’artista Daniela Pagliaro, allora mi accorgo dai colori e dai volti lunghi, che sono i suoi quadri, ma cosa fanno in questo locale, della città di Andria? Domanda logica la mia, alzo gli occhi e noto l’insegna, Studio d’Arte di… una sorpresa, che non mi aspettavo, “un mondo abitato da donne con diverse valenze interiori immerse, in delicate sfumature di colore, che appagano le nostre intime emozioni e i nostri desideri più reconditi” parole pronunciate dal Prof. Nicola Cutino, in occasione della presentazione di una mostra circa due anni fa.
Con serenità, mi sono soffermata, riflettendo, ho ammirato ancora una volta, i quadri delle donne, esposte nello studio, ripromettendomi di tornare, quando sarà normalmente aperto, oggi giorno di festa, lo studio resta chiuso, sono molto rammaricata, mi accorgo, che ultimamente sono diventata un po’ distratta.
E’ stato con vero piacere, costatare l’evoluzione di un’affermata e brava artista.
Anna Sciacovelli







