La Musa Metafisica

La Musa Metafisica

Giuseppe, Maria, Alberto, Giorgio, De Chirico, Nasce a Volo in Grecia il 10 luglio 1888, da genitori Italiani di nobili origini, Il padre Evaristo era ingegnere e lavorava presso le ferrovie in Grecia e precisamente in Tessaglia, la madre Gemma Cervetto, è di origini genovesi.

Nel 1891, muore Adelaide sorella maggiore di Giorgio, nel mese di agosto nasce Andrea suo fratello la famiglia si ricompone.

Nel maggio 1905 all’età di sessantadue anni muore il padre malato da diverso tempo, dopo la morte del padre si recano a Venezia poi a Monaco di Baviera, dove, Giorgio frequenta l’Accademia delle belle Arti.

Nel 1910 la famiglia si trasferisce a Firenze, Giorgio lavora per la sua prima partecipazione a una mostra a Parigi, dove incontra Apollinaire e Picasso, Paul Guillaume suo primo mercante d’arte, Ardengo Soffici, Costantino Brancusi.

Allo scoppio della Grande Guerra De Chirico Andrea, sin dal 1914, adotta lo pseudonimo di Alberto Savinio-, rientrati da Parigi e arruolati nell’esercito italiano, sono assegnati al 27° Reggimento di Fanteria di stanza a Ferrara.

La città estense, sovrastata dal castello di San Michele la cui mole pare sospesa nel tempo, ammalia Giorgio divenendo la vera protagonista dei suoi quadri silenziosi, con figure senza volto e manichini in veste di muse inquietanti.

Nasce così e prende corpo la Pittura metafisica o semplicemente Metafisica, come sarà conosciuta in tutta Europa.

Nel 1916 conosce il pittore Filippo De Pisis, il marchesino, l’artista nato nella “città pentagona”. L’anno seguente, incontra Carlo Carrà presso l’ospedale psichiatrico seguire la cura della nevrosi di guerra, dove lui si reca dalla morte del padre perché accusa dei disturbi. I suoi quadri in uno spazio ristretto, crea uno strano assortimento di oggetti: una giocatrice di tennis un manichino e statue di gesso, la cui testa è priva di organi, una casetta poco profonda che mostra una carta  geografica in rilievo sulla quale spicca un bersaglio, un dipinto che rappresenta un paesaggio urbano, ma che nel tracciato di assi parallele, riprende la pavimentazione della stanza caratterizzata da una vertiginosa prospettiva rialzata; un grande prisma colorato la cui punta non è visibile forse perché non esiste o forse perché non esiste o forse perché perforando il soffitto si è sottratta alla vista.

Nel 1918 tiene una mostra insolita e realizza il grande metafisico Ettore e Andromaca, Il Trovatore e le Muse inquietanti.

Verso la fine di quell’anno e precisamente Il 9 novembre del 1918, muore il caro amico Apollinaire. L’anno successivo, sposa Antonia Bolognesi, dalla stessa, si divide l’anno dopo.

Nel 1925 si stabilisce a Parigi, cura la scenografia dell’opera ” I Puritani” di Bellini e la scenografia per le figlie di Jorio di Gabriele D’Annunzio.

Nel 1936 parte per New York, dove incontra Picasso e Matisse. L’anno successivo il fratello gli comunica la morte della madre.

Dieci anni dopo, sposa Isabella Pakszwer, si trasferisce a Roma e affitta casa in Piazza di Spagna, al numero trentuno.

Si spegne il 20 novembre del 1978, alla veneranda età di anni 90, lasciando centinaia di splendide opere.

 

 

Anna Sciacovelli

Redazione You Donna

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