Il Cuore di Bue in Cucina

Il Cuore di Bue in Cucina

In tutte le cucine europee è presente sotto denominazioni diverse, il canestrino di Lucca, il costoluto di Chivasso, l’Albiano di Toscana, il Faino di Licata, quello di Corbara, San Marzano, Il Piennolo del Vesuvio, Ciliegino di Toscana, il Costoluto di Chivasso, quello di Belmonte, del Cavallino, Cuore di Bue, il fiorentino e il Marmade.

I Conquistatores spagnoli. Lo importarono in Europa di ritorno dal Nuovo Mondo, dal Cile, Perù, Equador, in Messico comparvero inizialmente come sterpi infestanti, tra le tante piante di Mais, furono coltivati con perizia dai  lndios, abili agricoltori dell’epoca, suo nome deriva dal colore, delle prime varietà introdotte in Italia, che  aveva la buccia gialla.

Fino al Settecento considerato frutto velenoso, ed era coltivata solo come pianta ornamentale per l’acceso colore dei suoi frutti.

La coltivazione avveniva su piccole isole i loro argini erano protetti da piante diverse, gli abitanti del Messico li chiamavano Tomati o Xitomati. I soldati di Cortez conoscevano bene il frutto e si cibavano con Mais, dalla cui farina facevano focacce rotonde chiamate tortillas.

La loro paura era giustificata, perfetto, il radicato timore, a mio modesto avviso, non sorprende per niente la loro giusta osservazione, poiché quasi tutte le piante della famiglia delle Solanacee comprendevano e comprende tuttora, molte piante tossiche e velenose come la belladonna, il giusquiamo e lo stramonio.

Ora la pianta del pomodoro è diffusissima e il suo uso quotidiano è sulle tavole, si può dire di tutto il mondo.

Questo è un alimento rimineralizzante, vitaminico, depurativo e diuretico. Ricercatori svedesi hanno scoperto recentemente, la presenza, nel pomodoro fresco, di un carotenoide- il licopene- il cui potere è antiossidante previene i danni alle cellule della prostata, del seno e delle ovaie.

Per poter meglio usufruire dei principi nutrizionali di quest’ortaggio, è necessario consumarlo crudo e ben maturo al sole dell’estate.  Si possono conservare pelati, secchi, concentrati, passati e salse mescolate con aromi diversi.

Da non dimenticare, che si possono usare confetture di pomodori verdi o rossi: Si tolgono i semi e si tagliano a pezzetti si aggiunge il succo di limone e lo zucchero, si cuoce il tutto per circa due o tre ore, sino a raggiungere la consistenza desiderata, si sposa bene con i formaggi di capre e con tutti i salumi piccanti.

Oggi, in tutte le cucine toscane è presente il cuore di bue, un Pomo d’Oro, pastoso, dolce e saporito.

Anna Sciacovelli

Redazione TgYou24.it

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