Da Baronessa a semplice attrice

Da Baronessa a semplice attrice

Alida Maria von Altenburger, baronessa di Markenstein  Freuenberg. Futura attrice Alida Valli nasce a Pola (Istria), il 31 maggio del 1921 da padre austriaco professore di filosofia e da madre slava, Silvia Okrebar, è un vero splendore di bimba, occhi a mandorla, zigomi alti e sguardo profondo.

A soli quindici anni, Alida è a Roma presso uno zio e si iscrive, al Centro Sperimentale di Cinematografia.

E’ subito notata, grazie alla sua bellezza raffinata e sensuale e dall’espressività misteriosa del volto ma in special modo è il taglio degli occhi che incanta.

La sua carriera decolla nel 1937, con due film “Il Feroce Saladino”del regista Mario Bonnard, e il secondo, “Sono stato io “, del regista Raffaelo Matarazzo.

Un ruolo drammatico in “Piccolo mondo Antico” di Mario Soldato, per il quale vince la Coppa Volpi al festival di Venezia come migliore attrice protagonista. L’anno dopo gira il dittico “Noi Vivi” e “Addio Kira” con Rossano Brazzi, tratto dal romanzo di Ayn Rand, filosofa politica anti-comunista e anti-autoritaria.

L’opera senza tempo è apprezzata ancor oggi per la recitazione di Alida Valli, per ”l’indimenticabile bellezza senza tempo e senza speranza” parole di (Mereghetti), con l’esperto regista Mario Soldati, Alida  Valli nel 1946, vincono il Nastro d’argento quale interprete del film.

Il suo fidanzato Carlo Cagnasca, aviatore durante la seconda guerra mondiale, muore a Tobruk nel 1941, nel 1944, Alida Valli sposa il compositore e musicista di Jazz Oscar De Mejo, nato a Trieste nel 1911, dal quale avrà due figli Carlo e Larry, mentre continua a lavorare nel cinema.

Il Produttore statunitense David O., Selznick, di “Via col Vento”, la invita a Hollywood, e con l’appoggio del marito, la Valli, decide di fare il salto di qualità.

Nei cinque anni di soggiorno in America è memorabile “Il Caso Paradine” di Alfred Hitchcock, e lavora sul Set accanto a Gregory Peck nel 1942, e il classico immortale di Carol Reed, ” il terzo uomo” nel 1949, con Orson Welles.

Alida Valli, insofferente ai rigidi sistemi dello studio americano è strangolata dal famigerato contratto capestro, il quale per sette anni, regolava ogni aspetto della  vita pubblica e privata degli attori, l’attrice pur di liberarsi da quel nodo scorsoio, versa una forte e stravagante penale, pur di liberarsi di quella catena al collo, che lei chiamava:inferno travestito da Paradiso che era  Los Angeles.

Nello stesso periodo, salta  il matrimonio con De Mejo, si ritrova sola, con due bambini e una vita da riformarsi. Molti i film girati in Europa con poca soddisfazione, nel 1954 Luchino Visconti, la chiama per interpretare il ruolo della vita della bella e dannata Contessa Serpieri nel film “Senso”. Le è negata la famosa e meritata Coppa Volpi, un suo amico Piero Piccioni, viene coinvolto nello scandalo Montesi.

Nel 1957 con il film “Il grido” vince il gran premio della critica al Festival di Locarno.

In quello stesso periodo, anni nasce il legame con Giancarlo Zagni, aiuto regista di Visconti con il quale debutta in teatro e  lavora con i migliori registi del momento da Arthur Miller, a Patroni Griffi. Nel 1967, Pierpaolo Pasolini la chiama  per “L’Edipo re” con Bertolucci e con altri ancora sino al 1977, che con il maestro dell’horror Dario Argento gira “Suspiria”.

L’ultimo suo film “Semana Santa,” viene girato a Roma nel 2002

Alida Valli, muore nella sua casa a Roma il 22 del 2006.

Anna Sciacovelli

Redazione You Donna

You Donna è la sezione donna che ti tiene sempre informato sulle ultime notizie dedicate alle donne.

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *